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Una caletta per curare le tartarughe, inaugurata a Pesaro

Ospite Carolina, una caretta caretta non vedente trovata davanti all'Acquario di Cattolica

Attualità Pesaro | 12:21 - 17 Agosto 2021 Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Bellezza di Pesaro; Barbara Magro, comandante della Capitaneria di Porto di Pesaro; Sauro Pari, presidente Fondazione Cetacea; Stefano Mariani, presidente dell’ente Parco. Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Bellezza di Pesaro; Barbara Magro, comandante della Capitaneria di Porto di Pesaro; Sauro Pari, presidente Fondazione Cetacea; Stefano Mariani, presidente dell’ente Parco..

Inaugurata a Baia Flaminia di Pesaro una caletta per la riabilitazione delle tartarughe marine. Si tratta di un percorso di salvaguardia dell'habitat marino avviato nel 2019 dal Comune di Pesaro, in collaborazione con la Capitaneria di Porto, l'Ente Parco San Bartolo e la Fondazione Cetacea di Riccione, dopo la spettacolare schiusa delle uova deposte dalla tartaruga Luciana e il rilascio di 32 tartarughine nella spiaggia del lido Pavarotti. La caletta, uno spazio dal perimetro di 180 metri, è stata realizzata nel tratto di mare antistante la spiaggia che lambisce il San Bartolo: uno spazio sicuro e tranquillo per esercitarsi prima del ritorno definitivo in mare aperto. L'area è stata recintata, sulla spiaggia e in acqua con reti da pesca e segnalata in superficie con boe visibili di giorno e di notte e con un impianto di illuminazione.
"Un'oasi di riadattamento all'acqua per il rilascio di questi animali straordinari" ha sottolineato Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Bellezza.
Unica ospite della caletta al momento è Carolina, una tartaruga Caretta caretta trovata di fronte all'Acquario di Cattolica il 23 marzo 2018. Inizialmente misurava appena 22 cm per 1,4 kg (ora è lunga circa 80 cm e pesa circa 9 kg). A differenza degli altri esemplari ricoverati al Centro di Recupero Tartarughe Marine di Fondazione Cetacea a Riccione, è cieca. Per questa ragione per lei è stato creato un progetto sperimentale con progressivi arricchimenti ambientali per stimolarla ad orientarsi, cacciare, trovare autonomamente il cibo grazie ai sensi rimanenti. E' stata inserita nella caletta da due settimane e sembra gradire molto la sistemazione. I volontari di Fondazione Cetacea onlus coordinati da biologi e veterinari stanno monitorando costantemente Carolina per valutare il suo comportamento in un habitat naturale protetto: la durata delle sue immersioni, se nuota sul fondo, se riesce a cacciare e procurarsi cibo in autonomia. La speranza è che, come le oltre 700 tartarughe curate negli ultimi anni dall'associazione riccionese, possa ritrovare la libertà. 

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