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Teatro, musica e mostre, torna a Rimini il Festival Le Città Visibili

Dal 2 al 12 settembre tra il Teatro degli Atti, il Museo e il Ceis

Eventi Rimini | 11:44 - 11 Agosto 2021 Cristina Donà - Foto Francesca Sara Cauli Cristina Donà - Foto Francesca Sara Cauli.

Torna anche quest’anno il Festival Le Città Visibili a Rimini, la rassegna teatrale e musicale estiva a cura di Tamara Balducci e Riccardo Amadei, per la sua nona edizione. Dal 2 al 12 settembre, come lo scorso anno, la kermesse sarà accolta dal Teatro degli Atti, dall'adiacente Sala Pamphili, dal Lapidario del Museo della Città di Rimini e dal CEIS-Centro Educativo Italo Svizzero.

Nove appuntamenti che andranno a declinarsi tra teatro, musica, incontri, un documentario e due mostre.

Non cambia la visione del festival che si propone di accendere i riflettori sulla quotidianità presente e contemporanea per offrire agli spettatori un motivo occasionale di riflessione sul presente. Tra un anno e l'altro cadenzato dalle restrizioni e dalle difficoltà, che duramente hanno colpito il mondo dello spettacolo, si riapre la parentesi delle Città visibili per riappropriarsi di spazi e significati che prendono forma nell'incontro tra artisti e pubblico, dal vivo, nell'hic et nunc. 

Gli spettacoli e il bar, aperto per tutta la durata del festival già dalle ore 19, saranno fruibili in sicurezza nel rispetto dei protocolli vigenti anti-Covid. Quest'anno l'accesso agli spettacoli sarà consentito a chi è in possesso di Green pass o tampone negativo nelle 48 ore precedenti. È stato inoltre inserito un biglietto a pagamento di 5 euro.

Il programma

La serata di apertura di giovedì 2 settembre  sarà affidata ad “Amore, morte e Rock'n'Roll”, tratto dall’ultimo omonimo libro di Ezio Guaitamacchi (Hoepli editore). Uno spettacolo di racconti, suoni e visioni in cui Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Mirò e Brunella Boschetti raccontano le ultime ore di David Bowie, Leonard Cohen, Lou Reed e Freddie Mercury. 

Nella serata seguente, venerdì 3 settembre  gli Omini presenteranno lo spettacolo “La Coppa del Santo”, una vera e propria competizione tra 32 santi che per l'occasione sfodereranno i loro poteri sovrannaturali e spetterà al pubblico decidere il vincitore, nonché patrono della serata.

Cristina Donà sarà la protagonista della serata di sabato 4 settembre con “Incontro e Racconto”.  Dopo una fortunatissima campagna crowdfunding che ha visto la partecipazione calorosa di più di mille sostenitori, Cristina Donà ne racconta il frutto: il suo nuovo album “deSidera”. In tale occasione eseguirà dal vivo alcuni brani del nuovo disco e del suo repertorio, assieme al produttore e coautore dell’album Saverio Lanza. L’ incontro sarà moderato da Roberto Grassilli.

Domenica 5 settembre spazio alla musica con Davide Shorty che fa tappa con il suo tour estivo accompagnato  da Claudio Guarcello alle tastiere andando a formare lo Straniero Duo in concerto.

Martedì 8 settembre Marco Baliani porta in scena al Lapidario del Museo della Città lo spettacolo Kohlhaas,  tratto dall'opera di Heinrich von Kleist su un fatto realmente accaduto. Kohlhaas è la storia di un sopruso che, non risolto attraverso le vie del diritto, genera una spirale di violenze sempre più incontrollabili, ma sempre in nome di un ideale di giustizia naturale e terrena, fino a che il conflitto generatore dell’intera vicenda non si risolve tragicamente lasciando intorno alla figura del protagonista un'ambigua aura di possibile eroe del suo tempo. Un pretesto che porta Baliani a parlare degli anni ’70, di quei conflitti in cui, in nome di un superiore ideale di giustizia sociale, si arrivò a insanguinare piazze e città.

Se mi dicono di vestirmi da italiano non so come vestirmi” è il titolo dello spettacolo di Paolo Nori e Nicola Borghesi ospitato dal festival mercoledì 9 settembre. Cosa vuol dire essere italiani? Parlare male le lingue  straniere? Gesticolare? Cantare canzoni d’amore? Mangiare la pasta al dente? Non pagare le  tasse? Applaudire all’atterraggio dell’aereo? Nicola Borghesi e Paolo Nori se lo sono chiesti e hanno scritto questo spettacolo che li ha portati a indagare la questione nei luoghi istituzionali, come l’ufficio immigrazione della questura, in rete e per le strade della città di Bologna.

Il documentario “Volto Manifesto” di Lorella Zanardo, presentato nella serata di giovedì 10 settembre, si pone come obiettivo quello di invitare tutti e tutte a un dialogo collettivo sul tema del volto in trasformazione, del suo ruolo inimitabile per le relazioni umane e per l’etica di una società. 

Venerdì 11 settembre sarà la volta di “Bestie”, dall’opera omonima di Federigo Tozzi
con Alessandro Baldinotti e Giusi Merli diretti da Andrea Macaluso. Un progetto che nasce come “concerto scenico”. Come indagine, cioè, sul potere evocativo della parola in quanto puro suono, in una dimensione che valorizzi ed estremizzi tale sollecitazione sensoriale. È il testo stesso di Tozzi a esigere questo tipo di approccio: un testo in cui la concretezza della parola si impone in maniera quasi scabrosa, in cui niente è descritto ma tutto è percepito fisicamente, in un continuo alternarsi di molteplici, violente rivelazioni.   

La serata finale di sabato 12 settembre è affidata Beatrice Antolini in concerto accompagnata da Luca Nicolasi al basso e da Donald Renda, batteria e percussioni. Tra le sue ultime esperienze, ha suonato in qualità di polistrumentista con Vasco Rossi nel tour negli stadi (Vascononstop 2018 e 2019). Ha inoltre partecipato al Dopofestival 2019 di Sanremo con Rocco Papaleo in qualità di pianista/synth nella resident band per poi tornare nel 2020 in qualità di direttore d’orchestra per la canzone di Achille Lauro “Me ne frego” che si posizionerà ottava in classifica. 

Orario spettacoli e concerti alle 21.30. Apertura bar dalle 19. Info e prenotazioni: info@lecittavisibili.com www.lecittavisibili.com

 
 
 

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