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Furto dati dei cittadini, San Marino chiede 4 milioni a Facebook

Autorità Garante, per diffusione indebita su 12.700 utenti 

Attualità Repubblica San Marino | 12:56 - 09 Agosto 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.

L'Autorità garante per la protezione dei dati personali di San Marino ha inflitto a Facebook una sanzione di 4 milioni di euro per la diffusione ritenuta indebita dei dati personali di circa 12.700 sammarinesi. Il Garante del Titano fa riferimento alla massiccia mole di dati personali di utenti Facebook, circa mezzo miliardo, hackerati nel 2019 e tornati recentemente disponibili online. Caso che ha interessato circa 36 milioni di italiani e che ad aprile ha spinto lo stesso Garante italiano a chiedere verifiche al social di Mark Zuckerberg. L'autorità di San Marino spiega che in quei 533 milioni di dati trafugati c'erano anche quelli di 12.700 cittadini sammarinesi. Così il Garante, su input del vicepresidente Umberto Rapetto e dell'altro componente, l'avvocatessa Patrizia Gigante, ha aperto un'istruttoria conclusasi poi con il voto unanime del Collegio per la sanzione.

"Siamo l'unica autorità al mondo che li ha puniti", spiega all'ANSA Rapetto. Col supporto investigativo della Gendarmeria sono state acquisite le prove della diffusione illecita di nomi, cognomi, indirizzi di casa, numeri telefonici, e-mail, indicazioni su luogo e attività di lavoro e notizie biografiche degli utenti. Facebook, afferma il Garante sammarinese, a "fronte di una richiesta di spiegazioni", "ha dichiarato che quanto è incresciosamente accaduto è da attribuirsi all'utilizzo della tecnica di 'data scraping'", sistema che "permette di raccogliere dati presenti in Rete utilizzando in maniera impropria alcune funzionalità dei siti web". Tuttavia, per il Garante, Facebook avrebbe omesso di attuare "misure tecniche e organizzative adeguate per garantire un livello di sicurezza adeguato". Inoltre sulla sanzione "ha pesato" la circostanza che il social network non abbia adottato "alcuna misura per attenuare il danno subito dagli interessati che hanno appreso dai giornali l'avvenuta violazione dei loro dati personali". Facebook potrà opporsi al provvedimento con un ricorso davanti all'autorità giudiziaria ordinaria. 

 

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