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Massacrato di botte in centro a Rimini, il suo appello: "I testimoni si facciano avanti"

Un 35enne di origine rumena, Marius Crismaru, ha denunciato la brutale aggressione

Cronaca Rimini | 17:18 - 05 Agosto 2021 Il giovane aggredito Il giovane aggredito.


Un 35enne di origine rumena, Marius Crismaru, ha denunciato una brutale aggressione subita da ignoti in piazzetta San Martino a Rimini, tra le 17.30 e le 18 di domenica 2 maggio. L'uomo, che nell'aggressione ha riportato una frattura al cranio e politraumi al viso, si è fatto promotore di un appello, nella speranza che qualche testimone decida di rivolgersi ai Carabinieri, raccontando particolari che possano essere utili a identificare i responsabili del pestaggio, avvenuto all'esterno di un pub.

Una scena avvenuta, evidenzia il 35enne, davanti agli occhi di diverse persone "In quell’orario e in quel giorno vi erano numerosi avventori, alcuni dei quali so per certo essere frequentatori abituali, i titolari del locale che servivano anche ai tavoli, persone tutte che inspiegabilmente alle domande dei Carabinieri, hanno omesso di fornire qualsiasi informazione utile", racconta, pur comprendendo "la volontà della gente di non rimanere coinvolta in una vicenda che non la riguarda personalmente".

Il 35enne ricorda di aver bevuto un drink, poi il vuoto: dell'aggressione non ricorda nulla. "Quando mi sono svegliato, mi è stato riferito che una persona mi avrebbe colpito facendomi cadere a terra e lì, ancora disteso e inerte, ha infierito su di me con calci e pugni, aiutato da altri ragazzi. Sembra che all’origine del pestaggio ci fosse stato un contatto involontario da parte mia”, ha dichiarato. 

Il legale dell'uomo, l'avvocato Alessandro Pierotti, ha aggiunto: "Il mio assistito è ancora fortemente provato da quanto accaduto, è alla ricerca spasmodica della verità e dei responsabili dalla sua aggressione. Le conseguenze, specie quelle fisiche, sono ancora oggi tangibili. Il ragazzo, un onesto lavoratore in passato impiegato presso un noto autolavaggio sulla via Marecchiese, non è più lo stesso. Confido che questo pubblico appello possa smuovere la coscienza di coloro che hanno visto e che sino ad oggi non hanno inteso parlare”.

 

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