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Rimini, via la plastica dai fiumi con le innovative barriere galleggianti

L'iniziativa presentata da Petroltecnica, comune di Rimini e regione Emilia Romagna

Attualità Rimini | 15:41 - 05 Agosto 2021 La barriera acchiapparifiuti La barriera acchiapparifiuti.


È stato presentato questa mattina (giovedì 5 agosto) a Rimini il progetto sperimentale di installazione di barriere galleggianti per la raccolta dei rifiuti in plastica, a tutela dell’area fluviale e protetta del deviatore del Marecchia e dell’area del Ponte di Tiberio. Un’iniziativa proposta da Petroltecnica e voluta e supportata da Regione Emilia Romagna e Comune di Rimini, presentata alla presenza tra gli altri dell’assessore all’Ambiente della Regione Irene Priolo, dell’assessore all’Ambiente del Comune di Rimini Anna Montini, del presidente e amministratore delegato di Petroltecnica Peo Pivi e del responsabile pronto intervento ambientale Gabriele Palmieri.

Le barriere “acchiappaplastica” si basano su un sistema di raccolta che sfrutta il moto della corrente per convogliare mediante gli elementi “barriera”, segregare e stivare all’interno di una sezione chiusa (“trappola”), i materiali plastici galleggianti dispersi nei corsi d’acqua. Il recupero delle plastiche viene effettuato manualmente in sicurezza dalla sponda del fiume, ed i rifiuti, confezionati in contenitori idonei ed etichettati, vengono conferiti negli impianti preposti.

A esse si affianca una seconda tipologia di piccole barriere galleggianti che catturano rifiuti galleggianti di piccole dimensioni (come, ad esempio, i mozziconi di sigaretta) e idrocarburi eventualmente presenti negli specchi acquei più chiusi e soprattutto negli ambiti portuali. Si tratta del sistema  "I Catsorb", “io catturo ed assorbo”, sistema brevettato a livello internazionale. Grazie al patrocinio del Comune di Rimini, viene installato per la prima volta in Italia e nel mondo nell’area del Ponte di Tiberio, adiacente alla passerella pedonale galleggiante, con il fine precipuo di tutelare la preziosa area a vocazione naturalistica, storica e culturale, nel canale che collega il Parco XXV Aprile al porto canale stesso. "I Catsorb"  bloccano e contengono autonomamente i rifiuti galleggianti, le microplastiche, gli idrocarburi provenienti dal porto canale e dalle barche e anche tracce di detersivi eventualmente presenti.

 

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