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FOTO Sant'Agata Feltria in lutto: il paese si ferma per dare l'ultimo saluto a Guglielmino Cerbara

Lacrime e dolore per il sindaco-eroe. Santi "Ti prenderemo da esempio", il vicesindaco Vicini "Un premio alla memoria"

Attualità Sant' Agata Feltria | 11:33 - 04 Agosto 2021 I funerali del sindaco di Sant'Agata Feltria Guglielmino Mino Cerbara I funerali del sindaco di Sant'Agata Feltria Guglielmino Mino Cerbara.


Sant'Agata Feltria questa mattina si è fermata per dare l'ultimo saluto al suo primo cittadino, il sindaco Guglielmino "Mino" Cerbara, morto lunedì all'età di 59 anni. L'intero paese, commosso e attonito, si è riversato nel campo sportivo Licio Virone per partecipare ai funerali, celebrati dal vescovo di San Marino e Montefeltro Andrea Turazzi. Alla messa di commiato erano presenti molti sindaci della provincia di Rimini, compreso quello del comune capoluogo Andrea Gnassi.

Le parole del vicesindaco Franco Vicini
«Nel 2012, quando c'è stato il nevone, ha nevicato ininterrottamente per 12 giorni. Io ero assessore, lui già sindaco, ed eravamo tutti disperati, perché sembrava non voler smettere mai. Così è stato per il suo destino e questa sofferenza disumana, continua. Prima gli è morta la madre alla quale era molto legato da un affetto tenerissimo e illimitato, poi c’è stato questo male incurabile che ha colpito il fratello, che è morto nel giro di qualche mese lasciando due bambine e una vedova, poi l’anno scorso gli è morto il babbo con cui viveva da sempre. Dolori continui che hanno inciso sulla sua malattia. Eravamo io, lui e Katty Castellucci quando con tono pacato e fermo ci ha comunicato di avere un tumore al pancreas. Vedevamo da tempo che stava male e una mattina mi disse “dev’essere una vertebra schiacciata”. Purtroppo non era così, è stato il peggior tumore di tutti che ha sopportato con tantissima forza. Quando non riusciva più a uscire, partecipava alle riunioni attraverso questi mezzi che sono diventati così utili negli ultimi mesi. Alla fine, attraverso messaggi. Una persona così attaccata al suo lavoro, sempre disponibile nei confronti di chi aveva bisogno. Lui sapeva comprendere la gente perché gli usciva dal cuore». Una persona votata al bene e al dialogo, che sarebbe bello «celebrare con un premio intitolato alla sua memoria».

Le parole del presidente della Provincia Riziero Santi.

«Sono onorato di aver lavorato con te, di essere stato tuo collega, anche in condizioni difficili, quando negli ultimi tempi non è stato facile collaborare, per varie ragioni. Ma tu non sei mai mancato fino agli ultimi giorni con i tuoi consigli e i tuoi messaggi che ci sono sempre stati, in tutte le occasioni e per ogni necessità. Consigli, indicazioni, sollecitazioni, questo tuo modo di essere racconta una persona dolce e determinata. Per questo credo che dobbiamo prenderti da esempio come un sindaco eroe, un grande sindaco. So che mi diresti di non esagerare perché sei modesto e umile, con i piedi per terra. Ma no, sei stato grande perché non lo si è soltanto con iniziative eclatanti, né perché si ha visibilità mediatica, ma perché quando si svolge un servizio per la propria comunità, quando si è riconsociuti così, con quest'ultimo saluto fatto da tutti i tuoi cittadini e tuoi colleghi. Siamo qui con le nostre fasce, a salutare e a stringerci attorno ai tuoi cari, oltre che attorno alla tua comunità dicendole che seguiremo il tuo esempio, per quanto possibile e per quanto ne saremo capaci, senza abbandonarla. Mi ha commosso vedere il saluto bipartisan, questa è la politica alla quale ci richiamava anche il vescovo».

Le parole del sindaco di Rimini Andrea Gnassi

«Non si scappa quando ci sono momenti così duri, così intensi e laceranti. La verità è che c'è anche un po' di rimpianto: chi ha il dono della fede sa che Mino ci ascolta, però non avergli potuto dire direttamente quelle parole un po' di dolore ce lo lascia, anche se lui sapeva che le parole di oggi sono sentite. Mino è un pezzo di questo strano Paese, fatto di una spina dorsale, la colonna verticale degli Appennini che tiene in piedi l'Italia. So cosa vuol dire fare il sindaco in questi monti che devono tenere in piedi borghi, strade, famiglie senza mezzi né risorse. La sua è stata una missione di vita, una dedica. Il suo era uno sguardo di terra, campi e pietre, dove andava ad accudire gli animali, per poi venire in provincia di Rimini a cercare il sale, qualche piccolo finanziamento per non spopolare queste terre e farle sentire radici e comunità. Era umile, tenace, seguiva le coordinate di terra e sogno. Quando tutto si è fermato per il Covid, l'unica fiera che ha saputo sognare è stata quella di Sant'Agata: qui c'è la terra che fa sentire le radici, la forza delle mani, la bontà del cuore e il sogno di un paese che è arrivato al mondo».
 

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