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Avvocati divisi sul Green Pass, presidente dell'ordine invita ad abbassare i toni

Ma nella sua nota richiama alla massima obiettività gli avvocati a sostegno dei "no green pass"

Attualità Rimini | 13:51 - 03 Agosto 2021 Roberto Brancaleoni Roberto Brancaleoni.


Chiamato in causa da alcuni iscritti, il presidente dell'Ordine degli avvocati di Rimini Roberto Brancaleoni è intervenuto con una nota nel dibattito creatosi dopo la partecipazione di alcuni legali riminesi alla manifestazione di piazza Cavour contro l'obbligatorietà del green pass. Sessanta avvocati avevano criticato la scelta dei loro colleghi di prendere parte in prima persona alla mobilitazione, sottolineando che parlare di "truffa del Covid e di dittatura sanitaria, costituisca un insulto alla memoria degli oltre 130.000 morti italiani di Covid, alla memoria dei Colleghi dei vari Fori italiani che si sono ammalati gravemente oppure che sono deceduti per Covid; costituisce un insulto alla memoria di tutte quelle persone che sono decedute e che continuano a morire nel mondo".

Altri loro colleghi (un'ottantina compresi quelli di altri fori) hanno risposto, chiedendo un intervento formale dell'Ordine contro i sessanta, "in difesa dell’unità della categoria nonché della libertà ed indipendenza di tutti gli iscritti", evidenziando che "la costituzione stabilisca la libertà di manifestazione del pensiero per chiunque, avvocato o semplice cittadino", e che quindi "appare assurda la censura che si vorrebbe imporre ai colleghi che, a titolo personale e come liberi cittadini, hanno partecipato alle manifestazioni contro il green pass".

L'INTERVENTO DI BRANCALEONI Il presidente dell'ordine degli avvocati evidenzia che "in uno stato democratico, qualunque cittadino ha il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni e di esercitare le proprie libertà ed i propri diritti, sempre con il limite invalicabile del rispetto delle leggi vigenti, giuste o sbagliate che egli le ritenga" e che "tali diritti valgono ovviamente anche per gli avvocati, con l’ulteriore limite ed obbligo del rigoroso rispetto degli stringenti principi dettati dal Codice Deontologico Forense". Brancaleoni richiama i colleghi a "rappresentare al proprio assistito ed a maggior ragione in caso di interventi pubblici,  le questioni giuridiche con la massima obiettività, oltre ad evitare ogni forma di espressione che possa apparire come sollecitazione o di offerta di proprie prestazioni professionali". In sostanza un avviso agli avvocati pronti a sostenere le ragioni di coloro che sono contrari al green pass e intendono muoversi per vie legali: giusto garantire "che ogni cittadino possa rivolgersi all’Autorità Giudiziaria per tutelare un proprio preteso diritto, prestandogli ogni necessaria assistenza", ma il tutto deve essere fatto con la massima obiettività.

In attesa di un consiglio dell'Ordine che affronti direttamente la questione, Brancaleoni invita ad abbassare i toni: "non posso che esprimere un caloroso invito alla moderazione, all’equilibrio ed a trattare questioni tanto delicate con la massima sensibilità possibile, esercitando l’ascolto ed il rispetto delle idee altrui, anche se non condivise, anziché alimentare contrapposizioni esacerbate di cui la nostra società, già esasperata da questi due anni di pandemia, non ha alcun bisogno”.


 

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