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Avvocato in piazza contro Green Pass: "Non sono no vax, sono un uomo libero"

Mirko Damasco, tra gli intervenuti alla manifestazione, replica alla nota di sessanta avvocati riminesi

Attualità Rimini | 19:51 - 30 Luglio 2021 Nel riquadro l'avvocato Mirko Damasco Nel riquadro l'avvocato Mirko Damasco.



L'avvocato Mirko Damasco, tra i legali scesi in piazza assieme ad altri cittadini a Rimini, lo scorso 24 luglio, per manifestare contro il "Green Pass", respinge l'etichetta di "No Vax", rispondendo alla nota di circa 60 avvocati civilisti e penalisti del gruppo  "Noi avvocati democratici per la difesa della salute pubblica". Damasco pone l'accento su "un'emergenza" che non finisce "nonostante tutte le precauzioni adottate"  e in merito alla nota dei colleghi evidenzia: "nessuna censura o ammonimento mi impedirà di rimanere un uomo libero di pensare ed esprimere il mio pensiero anche laddove esso sia differente o non piaccia ai più".

La nota dell'avvocato Mirko Damasco

Oggi più che mai la celebre frase “divide et impera” trova spazio in una società sempre più votata alla divisione fra i popoli per permettere il continuo dominio incontrastato dell’elite sulle masse.

Ciò che viviamo da un anno e mezzo a questa parte costituisce lo specchio di un evidente progetto di divisione, studiato bene, molto bene.

Il potere mediatico, fortissimo ed incontrastato che appoggia il sistema elitario di regime è riuscito a convincere la massa, comprese le categorie più elette, della necessità di sacrifici di diritti fondamentali dell’uomo in nome della nuova religione scientista.

Oggi tutto ciò che viene propinato dal mainstream diviene dogma indiscusso e motivo di acceso dibattito e acredine nei confronti di coloro che, come me, si discostano dal pensiero unanime e perciò solo vengono considerati No Vax, Negazionisti o ancor di più fascisti.

Non sapevo di essere No Vax, sono vaccinato di tutti i vaccini obbligatori e mio figlio ha fatto l’ultimo un paio d’anni fa…

Le etichette di No Vax, di Negazionista, oggi sono sdoganate e sicuramente d’effetto, non fosse per il fatto che chi si approccia con più attenzione al tema si rende conto che tali nomignoli non sono altro che un pregiudizio verso coloro che in realtà hanno l’unica e censurata colpa di porsi quesiti su dati empirici e scientifici per un’emergenza che nonostante tutte le precauzioni adottate non cessa e continua indisturbata ad esistere.

Agli autori del J’accuse che hanno preso le distanze dalla manifestazione e da coloro che, come me, in qualsiasi maniera ne abbiano preso parte dedico qualche rigo.

Non bisogna pensarla allo stesso modo, non è necessario, si può non condividere un pensiero altrui e se ne possono prendere le distanze, ciò che invece dispiace è notare come la manifestazione di dissenso abbia visto strumentalizzare aprioristicamente i suoi partecipanti come non fossero degni e meritevoli di aggregarsi, manifestare, esprimere un loro libero e differente pensiero. Ecco, questo è quanto non mi aspettavo dalla categoria a cui appartengo. Categoria dalla quale ho umilmente appreso che la difesa è un diritto inviolabile che merita ciascun cittadino a prescindere da tutto.

Oggi le parole lette di Censura risuonano alle mie orecchie come “questo si può fare e questo no, queste persone si possono difendere, quelle no”.

Io voglio restare fedele al giuramento fatto e voglio credere che tutto ciò sia solo un brutto sogno dal quale mi sveglierò presto, perchè si sappia, in ogni caso che nessuna censura o ammonimento mi impedirà di rimanere un uomo libero di pensare ed esprimere il mio pensiero anche laddove esso sia differente o non piaccia ai più.

Ah dimenticavo, il motivo del mio intervento era semplicemente quello di cercare di portare un pensiero positivo, di unione, in questo momento dove si sente forte il “divide et impera”.

 

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