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Ipotesi vaccino per operatori turismo, protesta Indino: "Siamo molto preoccupati, rischio chiusure"

"Molti si dovranno sobbarcare i costi per controllare il Green pass ai clienti". La protesta

Attualità Rimini | 13:19 - 27 Luglio 2021 Gianni Indino presidente di Confcommercio provincia di Rimini Gianni Indino presidente di Confcommercio provincia di Rimini.


“Sono giorni importanti, di scelte delicate che non vanno assolutamente sbagliate per non compromette la sopravvivenza del comparto turistico". Si legge preoccupazione nelle parole di Gianni Indino, presidente di Confcommercio della provincia di Rimini  "per quello che potrebbe avvenire se il governo decidesse di introdurre l’obbligo vaccinale per gli operatori del turismo in piena stagione. Siamo ormai in agosto, in piena stagione turistica e l’obbligo di vaccino per gli operatori sarebbe devastante per le imprese. Da una prima indagine del nostro osservatorio locale, moltissimi associati lamentano il fatto che per loro sarebbe impossibile proseguire l’attività. Se dovessero lasciare a casa o accettare le dimissioni dei lavoratori sprovvisti di vaccino, molte imprese sarebbero costrette a chiudere per mancanza di personale in piena stagione estiva".

Fipe-Confcommercio nei prossimi giorni incontrerà esponenti del governo per esporre le nostre posizioni. "Il turismo ora non ha bisogno di nuovi impedimenti, ma di incentivi all’attività. Già se non cambieranno in corsa le cose i locali al chiuso, circa il 25% sul territorio, dovranno fare i conti con l’obbligo del Green pass per gli avventori che decideranno di accomodarsi ai tavoli con tutto il caos che ne conseguirà. E ancora una volta toccherà alle imprese accollarsi gli ulteriori costi per dedicare una persona ai controlli di Green pass e documenti all’ingresso, anche con il rischio di creare file e assembramenti nell’attesa e sempre le imprese saranno obbligate al difficile compito di dover respingere i clienti sprovvisti di certificato, cosa che va letteralmente a cozzare con lo spirito di accoglienza che contraddistingue i pubblici esercizi".

Chi invece l’ingresso con il Green Pass lo potrebbe applicare senza troppi sforzi e lo chiede a gran voce da tempo, rimane ignorato. "Discoteche e locali da ballo continuano ad essere le uniche imprese chiuse in Italia. Sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà di ordine pubblico che si stanno creando. Sono davvero stanco di queste prese in giro, che al pari delle decisioni illogiche del legislatore, mortificano pesantemente un settore apparendo purtroppo del tutto tollerate. Se fosse per me…”.
 

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