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Uno Bianca, digitalizzazione degli atti, un passo in avanti

Nell'archivio di stato ci sono 287 faldoni, compresi supporti magnetici audio e video (VHS e audiocassette)

Attualità Emilia Romagna | 11:02 - 27 Luglio 2021 Immagine di repertorio Immagine di repertorio.

Passo in avanti verso la digitalizzazione degli atti di indagine e dei processi per i delitti commessi dalla banda della Uno Bianca, 24 morti e 100 feriti tra il 1987 e il 1994 tra Bologna, la Romagna e le Marche. Il procuratore di Bologna Giuseppe Amato ha trasmesso al presidente della Regione Emilia-Romagna la convenzione per presa in carico e gestione dei materiali da parte dell'Archivio di Stato di Bologna: 287 faldoni, compresi supporti magnetici audio e video (VHS e audiocassette), per il riordino e la catalogazione. Si tratta dell'accordo per iniziare la digitalizzazione. A riferirlo è lo stesso governatore, ricordando che la Regione ha stanziato risorse umane e materiali al progetto. Gli atti sono, scrive Bonaccini, "testimonianza di crimini e di anni drammatici per la nostra comunità regionale e il Paese, che tanti lutti e dolore hanno provocato. Lo dobbiamo in primo luogo alla memoria delle vittime e ai loro familiari". Bonaccini ringrazia quindi il procuratore Amato "e tutti i soggetti impegnati nel progetto": il Tribunale e la Corte d'Appello di Bologna, la Procura Ordinaria e quella Generale, il ministero della Giustizia, l'Archivio di Stato, il Ministero della Cultura e la Soprintendenza archivistica e bibliografica dell'Emilia-Romagna, oltre agli uffici della Regione al lavoro con tutti loro. 

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