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Avamporto di Rimini, l'assessore Montini alla Regione "Finanzi il terzo stralcio come promesso"

Il comparto conta 450 imprese, export da 34,2 milioni di euro. Gli impegni presi oltre un anno e mezzo fa

Attualità Rimini | 16:39 - 24 Luglio 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


"Tutti gli attori istituzionali giochino la propria parte senza tentennamenti: il porto e la marineria di Rimini meritano di più, anche da parte della Regione". Lo rivendica l'assessora riminese alla Blue Economy Anna Montini, che chiede alla Regione di fare seguito "agli impegni presi con gli stessi operatori del mare".

La Marineria di Rimini conta circa 90 imbarcazioni da pesca per 300 persone imbarcate (che fanno capo alla cooperativa Lavoratori del Mare) e altre centinaia di persone occupate per attività direttamente collegate alla filiera ittica, tra supporto a terra e la filiera che porta il pescato al consumatore finale. Dunque "stiamo parlando di 450 imprese per la provincia, al quinto posto in Italia secondo i dati Unioncamere per importanza della filiera ittica con un valore assoluto dell'export di 34,2 milioni di euro". Senza dimenticare il settore della cantieristica, anch'esso al quinto posto nella graduatoria provinciale italiana (con 215,2 milioni).

Come amministrazione comunale, avverte l'assessore, "ci attendiamo che la Regione Emilia-Romagna faccia seguito agli impegni presi con gli stessi operatori del mare nel gennaio 2020, per garantire un sostegno concreto e quindi investimenti e risorse per la realizzazione del terzo stralcio dell'avamporto e altre opere infrastrutturali che riguardano tutta l'area portuale, come lo scalo d'alaggio al servizio della marineria". Intervento strategico e urgente che consentirebbe di migliorare la sicurezza per l'ingresso al porto e di aumentare gli spazi per la flotta di pescherecci, una della più numerose e importanti della costa del nord Adriatico.

E resta ancora in stand by anche il centro servizi per la pesca, con spazi funzionali all'ammodernamento del mercato ittico, per il deposito di attrezzature, per attività direzionali, di formazione e ulteriori servizi. Un progetto fondamentale sul quale l'Amministrazione ha promosso il coinvolgimento oltre che della Regione anche del Governo, ma oggi fermo al palo".

L'elenco dell'assessora continua: "Siamo ancora in attesa che venga definito l'accordo territoriale per l'area portuale di Rimini, un atto che dovrà essere sottoposto al parere del consiglio comunale e che oggi ancora giace sui tavoli della Regione. Il Comune ha già identificato la localizzazione del centro e destinato l'area, è dunque urgente che si arrivi in fretta allo sblocco dell'accordo per poter avanzare con l'iter e mettere le basi per la realizzazione di un'infrastruttura indispensabile" per "una marineria di livello nazionale come quella riminese". Questa "delicata fase storica di passaggio, dove non senza poche difficoltà il Paese e la sua economia si sta riprendendo dallo shock della pandemia, rappresenta un'occasione per uscire dall'impasse e per dare un impulso reale al processo di ammodernamento e infrastrutturazione del porto di Rimini, con le ricadute che si potrebbero avere sia in termini di indotto per la filiera sia di attrattività per la nostra città".
 

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