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Le cose perdute del calcio, un tuffo nel passato con il nuovo libro della riminese Nfc Edizioni

Nuova collaborazione tra la casa editrice di Amedeo Bartolini e il giornalista Nicola Calzaretta

Sport Rimini | 07:17 - 08 Agosto 2021 Cristiano Militello (autore della prefazione) con l'autore Nicola Calzaretta (foto da Facebook) Cristiano Militello (autore della prefazione) con l'autore Nicola Calzaretta (foto da Facebook).


di Riccardo Giannini

E' uscito giovedì scorso (5 agosto), edito dalla riminese "Nfc Edizioni", il libro di Nicola Calzaretta "Le cose perdute del calcio". Avvocato toscano e giornalista, Calzaretta è una grande memoria storica di questo sport; celebri infatti le sue interviste amarcord, realizzate per il Guerino Sportivo. «Da 20 anni abbondanti scrivo di calcio del passato. Non per la nenia del "era meglio quando si stava meglio", mi piace proprio l'argomento. Sono attratto più dalla storia di Bruscolotti, rispetto a quella di Darmian, tanto per fare un esempio. Magari tra vent'anni scriverò di Darmian e non del terzino destro della nazionale del 2041». Oggi si parla di Retronostalgia, descrivendo il continuo recupero del passato all'interno della cultura pop: la musica e il cinema attingono a piene mani nel ventennio '80-'90, sul web e sui social attirano un gran numero di visitatori siti e spazi dedicati all'amarcord. Per qualcuno, la retronostalgia è una malattia dei giorni nostri: rappresenta l'incapacità di godere il presente e di guardare al futuro, specchiandosi costantemente nei felici ricordi di una "golden age" che non esiste più. «Non la riterrei un fenomeno così negativo. La retronostalgia c'è, è un fenomeno diffuso e trasversale. C'è probabilmente la necessità di molti di noi, me compreso, di guardare indietro, a quando eravamo più giovani, nel periodo in cui avevamo ancora un mondo da scoprire e tante aspettative. Ascoltare una vecchia canzone dei Duran Duran o guardare una foto di Platini ti riporta con la memoria a quel periodo lì e ti senti felice»

Arricchito dalle illustrazioni del talentuoso Michele Targonato, "Le cose perdute del calcio" è infatti un grande gioco della memoria, 20 capitoli che costituiscono racconti di un calcio che non c'è più, evocato da oggetti simbolo: la radiolina, il pallone bianconero, le scarpe da calcio rigorosamente nere. Ma anche le maglie senza sponsor, i portieri con le maglie a maniche lunghe che tanti vorrebbero rivedere in quest'epoca moderna: «La maglietta del portiere nasce così. Il portiere si distingueva per questo e per il colore diverso della divisa. E' Buffon che dà lo schiaffo totale alla tradizione, dopo di lui tutti mettono le maniche corte e quelle a maniche lunghe non le fanno più. Ma poi mettono le sottomaglie con la manica lunga e mi chiedo, alla Mourinho, "porqué"?». "Le cose perdute del calcio" diventa così «una scusa per raccontare il pallone, raccontare un po' di storia, ad esempio quando è apparso il mitico pallone Telstar, quando sono state introdotte le panchina e le sostituzioni». Si raccontano anche personaggi e aneddoti sorprendenti, come quello del portiere Gino Ferioli, che in amichevole fece un tunnel a Diego Maradona, vendicando gli inglesi beffati dalla "mano di Dio" nei mondiali del 1986. Ci sono i ricordi personali dello scrittore, i ricordi di coloro che hanno vissuto, da bambini o ragazzi, gli anni '70 e '80. Ma del calcio del passato, l'autore cosa riporterebbe al presente?  «Intanto la vera Coppa delle Coppe, abolita alla fine dello scorso millennio per questioni economiche, oggi riproposta con altri nomi, ma non come una volta. La Coppa delle Coppe intrigava, assomigliava alla Coppa dei Campioni, c'erano gli stessi turni ed era riservata alle squadre vincitrici della coppa nazionale». Ma non solo: «Rivorrei la contemporaneità delle partite, un concentrato di emozioni fortissime, quando si ascoltava "Tutto il calcio minuto per minuto" alla radiolina, con le voci degli inviati che si accavallavano tra loro. La scia emozionale che hanno lasciato è inarrivabile oggi. C'è Repice che fa cose fantastiche, ha una grandissima qualità di farti vivere l'evento, da un punto di vista emozionale. Ma fa le radiocronache per anticipi o posticipi, non ci sono altre partite. Non è la stessa cosa».

LA COLLABORAZIONE CON NFC EDIZIONI "Le cose perdute del calcio" è l'ultima collaborazione tra Calzaretta e la Nfc Edizioni di Amedeo Bartolini, una collaborazione nata tre anni fa grazie a Italo Cucci. «Mi ha coinvolto nel progetto "La favola della Juventus", un libro fotografico nato su idea di Salvatore Giglio, storico fotografo al seguito della squadra bianconera, dagli anni '70 a oggi». Nel dicembre 2019, in occasione della presentazione del libro a Rimini, ci fu l'incontro tra lo scrittore e l'editore. «Abbiamo fatto poi una monografia su Giorgio Chiellini, sempre con le foto di Giglio e i testi miei e di Cucci, più il libro azzurro, sull'Italia, con foto di Alberto Sabattini». Il libro "Le cose perdute nel calcio" era in cantiere da tempo. «Un giorno ho parlato con l'editore Amedeo e gli ho parlato di questo progetto, inviandoli poi un po' di materiale, l'elenco degli oggetti smarriti e un testo di prova. Dopo un quarto d'ora mi ha richiamato, dandomi l'incarico di scrivere il libro, dandomi carta bianca e massima libertà di espressione»


 

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