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Paralimpiadi: a Tokyo 13 atleti dall'Emilia Romagna. Ecco chi sono

Parteciperanno ai giochi estivi dal 24 agosto al 5 settembre

Sport Emilia Romagna | 16:00 - 20 Luglio 2021 Il paratriathleta riminese Giovanni Achenza Il paratriathleta riminese Giovanni Achenza.

Saranno 13 gli atleti dell'Emilia-Romagna che hanno avuto il via libera dal Cip, il Comitato italiano paralimpico, partecipanti alla 16/a edizione Giochi Paralimpici estivi, che si terranno a Tokyo dal 24 agosto al 5 settembre prossimi. Si tratta di Roberta Pedrelli, sitting volley, di Cesena; Esteban Gabriel Farias, canoa, Carpeneto Piacentino, fraz.Ciriano (Piacenza); Federico Mancarella, canoa, Casalecchio di Reno (Bologna); Giulia Ghiretti, nuoto, Parma; Martina Caironi, atletica leggera, Bologna; Emanuele Lambertini, scherma, San Giovanni in Persiceto (Bologna); Eleonora Sarti, tiro con l'arco, Bologna; Ana Maria Viteralu, ciclismo, Castelnovo di Sotto (Reggio Emilia); Jacopo Cappelli, tiro a segno, Faenza (Ravenna); Giovanni Achenza, triathlon, Cattolica (Rimini); Rita Cuccuru, triathlon, Maranello (Modena): Faranno parte della Nazionale azzurra anche due atlete che militano in formazioni della regione: Giada Rossi, tennistavolo, Lo sport è vita (Imola-Bologna) e Francesca Porcellato, handbike, Gruppo ciclistico Apre Olmedo (Reggio Emilia). L'Italia si presenta a Tokyo con il più alto numero di atleti da quando partecipa a una Paralimpiade: 113 azzurri (61 atlete e 52 atleti) impegnati in 16 discipline. Una lista che nei prossimi giorni potrebbe subire qualche cambiamento, con la possibile assegnazione di ulteriori pass da parte delle commissioni internazionali. "Siamo orgogliosi di una rappresentanza così numerosa alle Paralimpiadi -commenta Melissa Milani, presidente del Cip Emilia-Romagna - soprattutto tenendo conto che veniamo da due stagioni difficili che hanno impedito a molti ragazzi di allenarsi come necessario per un evento così importante. Indicativo anche il fatto che le ragazze siano molte più numerose dei maschi: un bel segnale che indica come il movimento femminile può trascinare tutto il movimento paralimpico per una crescita sempre maggiore".
 

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