Venerdý 23 Luglio23:31:12
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Prelievi forzati di minori, a Rimini presidio di "Madri in rivolta"

Giovedì 22 dalle 10 alle 13 davanti alla Prefettura. L'appello delle partecipanti

Attualità Rimini | 10:54 - 19 Luglio 2021 Foto Lucia de Luise Foto Lucia de Luise.

Madri in Rivolta, rete di collettivi, comitati e associazioni attive in tutto il territorio nazionale, dal 5 luglio è in presidio davanti alle Prefetture di tutta Italia per dire no ai prelevamenti forzati di minori ed alle imposizioni violente sulla vita di donne e bambine prodotte dall’applicazione della legge 54/2006, e per consegnare un Appello rivolto al Presidente del Consiglio ed ai Ministri dell’Interno, della Giustizia, del Sociale.

Giovedì 22 luglio dalle ore 10 alle ore 13 è la volta di Rimini, con un presidio in Prefettura in via IV novembre, 40. 

Queste le motivazioni delle organizzatrici: «Abbiamo scelto questa modalità di attivazione e di protesta per rivolgere un monito forte al Governo, che deve rendersi parte responsabile nel fermare l’orrore di allontanamenti coatti di bambini amati, curati, che desiderano soltanto restare a casa loro, dalle loro madri protettive ed adeguate. Chiediamo in particolare alla ministra dell’Interno che verifichi la legittimità dell’operato delle FFOO, che conducono in modo anche violento gli allontanamenti coatti in assenza di qualsiasi rischio per il benessere e la sicurezza dei minori, anzi ledendo quel benessere e quella sicurezza che dovrebbero essere il ‘supremo interesse’ dell’azione collettiva. Individuiamo infatti nella legge 54 del 2006, in particolare il primo comma del primo articolo, su bigenitorialità e affido condiviso, la causa della reintroduzione e legittimazione del principio patriarcale della Patria Potestà, cioè del potere potestativo genitoriale, rendendo un diritto (o maggiore interesse astratto e a priori) l’accesso a quelle che sono relazioni naturali dei bambini con i genitori e le famiglie di origine e per antonomasia libere, ma che paradossalmente viene perseguito anche contro la loro volontà attraverso l’uso della forza pubblica». 

< Articolo precedente Articolo successivo >