Venerdý 06 Agosto00:58:58
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

FOTO Liberazione di anguille in mare, acquario di Cattolica e Oltremare di Riccione in prima fila

Partner dell'università di Bologna in una mattinata organizzata con il circolo velico di Cesenatico

Attualità Cesenatico | 16:23 - 13 Luglio 2021 FOTO Liberazione di anguille in mare, acquario di Cattolica e Oltremare di Riccione in prima fila


Una lezione di vela e di liberazione di anguille in mare. È successo lo scorso weekend, quando alcune migliaia di piccoli (leptocefali) e una dozzina di riproduttori (esemplari sviluppati pronti alla riproduzione) di anguilla, sono stati liberati in mare a Cesenatico da giovani velisti, in un uscita organizzata da Università di Bologna (Corso di Laurea in Acquacoltura ed Igiene delle Produzioni ittiche) e Circolo Vela Cesenatico, nell’ambito del progetto europeo LIFEEL nel quale le strutture Costa Edutainment Acquario di Cattolica e Oltremare Riccione rientrano come strutture di supporto.

Il progetto è stato presentato al pubblico in mattinata dal Professor Oliviero Mordenti, ricercatore dell’Università di Bologna, il cui gruppo di ricerca unico in Italia, ha messo a punto un protocollo in grado di riprodurre e svezzare larve di anguilla, specie a rischio di estinzione.

Alla presentazione ha preso parte anche il Dott. Cristiano Da Rugna, Responsabile Zoologico di Acquario di Cattolica e Oltremare, strutture del Polo Romagna di Costa Edutainment, che da vari anni collaborano con Università di Bologna nei progetti di ricerca e sensibilizzazione legati alle specie marine migratorie - quali le specie di storione cobice, al quale è dedicato il progetto “Chestorione” e beluga - all’interno dei progetti denominati “Salva una specie”, elencati e descritti nel sito web www.salvaunaspecie.it

Grazie al progetto europeo LIFEEL questi pesci migratori passano parte della loro vita nelle strutture dell’Università dove, una volta create le condizioni ambientali tipiche del Mar dei Sargassi, dopo alcuni mesi si riproducono spontaneamente nelle vasche della serra ittiologica di Cesenatico.

“LIFEEL” (lifeel.eu) è un progetto Life che ha come obiettivo principale _ spiega il Prof Oliviero Mordenti dell’Università di Bologna _ quello di assicurare un supporto concreto alla conservazione a lungo termine della popolazione di anguille dello stock Adriatico, con lo sviluppo di azioni concrete di conservazione e misure di governance. Oltre all’Università di Bologna i Partner di progetto sono la Regione Lombardia, la Regione Emilia-Romagna, l’Università di Ferrara, il Parco Lombardo della Valle del Ticino, l’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità del Delta del Po, l’Ente Parco Delta del Po Veneto, GRAIA, ed un Istituto di Ricerca Ellenico (DEMETER” (Italia). Il compito dell’UNIBO _ prosegue Mordenti _ è duplice: individuare le migliori anguille adulte presenti nell’Alto adriatico in modo che possano concludere il ciclo vitale e raggiungere il Mar dei Sargassi per la riproduzione, contribuendo alla conservazione delle specie e salvaguardare gli stock selvatici di novellame attraverso la riproduzione artificiale e l'allevamento dei leptocefali”.

“Supportare iniziative che tutelano e aiutano la comprensione e i rispetto della biodiversità, con la forza divulgativa delle nostre strutture e il knowhow del nostro staff è una missione per tutti noi – ha dichiarato Cristiano da Rugna di Costa Edutainment – sono lieto che ci sia stata ancora una volta l’occasione di poter collaborare, come ormai facciamo da anni e come continueremo a fare”


Anguilla, specie a rischio

L’anguilla europea è un pesce che ha un ciclo biologico molto particolare e affascinante: raggiunta la stagione riproduttiva esso compie una lunga migrazione dai nostri fiumi, fino al Mar dei Sargassi (Oceano Atlantico), dove ha luogo la riproduzione e subito dopo la morte naturale. E’ quindi un viaggio senza ritorno in cui l’anguilla affronta migliaia di km di mare, utilizzando tutte le risorse fisiche, per portare a compimento l’atto riproduttivo e garantire una nuova generazione. Schiuse le uova, le piccole larve compiranno la migrazione inversa, facendosi trasportare dalle correnti oceaniche, e tornando nelle nostre acque dopo circa 3 anni. Purtroppo tutto ciò è seriamente minacciato a causa degli impatti antropici sugli habitat naturali, dell’inquinamento e della pesca incontrollata.
 

< Articolo precedente Articolo successivo >