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"Una Riccione più sicura": l’appello dei cittadini di fronte all’emergenza baby gang e non solo

La situazione sta diventando insostenibile che spaventa residenti e turisti

Attualità Riccione | 16:10 - 06 Luglio 2021 Baby gang (foto di repertorio) Baby gang (foto di repertorio).


La “Tavola dei Saggi", invitata a costituirsi un mese fa a Riccione da Roberta Pontrandolfo (ideatrice del format "Quella volta Riccione"), interviene per porre l’attenzione sull’emergenza cittadina: Riccione è sotto attacco ogni giorno da parte delle baby gang e non solo. Una situazione insostenibile che spaventa residenti e turisti (nonostante, per fortuna, questi ultimi siano tornati anche quest’estate).

Di seguito alcune testimonianze taccolte dalla Tavola:


“Noi ormai non ci sentiamo più sicuri” - intona Amalia Forno - Non è possibile avere paura a passeggiare per Riccione.”


“Questa città l’abbiamo vista fiorire e consolidarsi negli ultimi 60 anni come meta per il turismo in Italia e non solo, pretendiamo dall' amministrazione un cambio di passo immediato” - continua Fabio Severi, residente in centro - I nostri nipoti sono spaventati e ci raccontano che ormai vivere la notte a Riccione è diventata spesso un’occasione da evitare.”


“Occorre un presidio efficace del territorio dalle ore 24 e per tutta la notte, rimodulando gli orari dei vigili ed anche avvalendosi di servizi di vigilanza di agenzie private. - propone Lino Masucci - I giovani hanno sempre popolato per fortuna Riccione, ci sono sempre stati episodi di criminalità sfociati anche in situazioni talvolta drammatiche, tuttavia la frequenza alla quale stiamo assistendo in queste settimane francamente è diventata un tema da affrontare subito.”


Anche per rispetto dei tanti bravi ragazzi che frequentano Riccione ed in cui ci lavorano come il riccionese 27enne Lorenzo Righetti, magazziniere e cameriere, che senza tanti giri di parole, dice: "Riccione sta diventando una città di m…".



“Meglio altre località più sicure, non vogliamo rischiare violenze o brutti incontri notturni”, incalza la bolognese Francesca Egidio: “Non voglio più ritrovarmi in mezzo al branco violento come mi è capitato la scorsa estate sul Lungomare a poche decine di metri dal Porto, quando ho temuto che, dopo mio fratello e un amico, aggredissero anche me."



Lucia Serricchio: ”Come sempre sarebbe stato meglio prevenire che trovarsi a curare ma oggi Riccione è costretta gioco forza a correre ai ripari e a farlo bene”.

I “Saggi” concludono: ”Indubbiamente questa situazione è figlia anche di una politica di promozione turistica rivolta ad un pubblico al quale abbiamo comunicato la città come meta dove tutto è lecito e permesso ad ogni costo”.

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