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Riapertura, Indino: ‘Le discoteche non sono luoghi della perdizione’

Dopo l’esperimento di San Marino il presidente regionale del Silb invita a un confronto con le amministrazioni

Attualità Rimini | 16:25 - 21 Giugno 2021 Gianni Indino con dj Msssimino a San Marino Gianni Indino con dj Msssimino a San Marino.

E’ stata un successo la serata”Covid Free” organizzata a San Marino, da tutta Italia sono arrivati sul Titano per ballare. In 2.700, dai 18 ai 50 anni, hanno partecipato al grande evento organizzato da Tito Pinton. La macchina organizzativa è costata 125mila euro. Plauso del Silb Emilia Romagna che, a nome del presidente Gianni Indino rimarca la necessità di aprire le discoteche con l’appoggio delle Amministrazioni. I locali “stanno subendo da oltre 15 mesi la chiusura forzata – sottolinea Indino -. Le discoteche non sono solamente parte integrante dell’economia del nostro Paese, ma anche della società, e non si capisce davvero il motivo per cui siano rimaste le uniche imprese chiuse e senza data per organizzare la riapertura. Si susseguono incontri istituzionali, dichiarazioni propositive di medici e di politici di ogni ordine e grado, ma di fatto nulla si muove in concreto".
 

Indino pone l’attenzione anche sul luogo “ricreativo” della discoteca oltre a quello fondamentale di ‘macchina economica’.
 

“Mentre i nostri giovani la notte bivaccano in strada e in spiaggia acquistando alcol a basso costo e ballano dove capita, le nostre imprese chiudono, il nostro turismo soffre della mancanza di offerte di divertimento. Credo che sia arrivato il momento che anche i sindaci dei nostri territori, di tutta la costa della Romagna, da nord a sud, si affianchino pubblicamente alla nostra richiesta di riaprire le discoteche e le sale da ballo”.
 

Ecco che lo sprone arriva dal numero uno del Silb affinché l’ok della riapertura non arrivi dall’alto del Governo centrale, ma che il confronto parta immediatamente coinvolgendo tutte le parti compreso il Prefetto.
 

“Non basta più stare alla finestra, non basta aspettare la decisione del governo centrale che slitta ogni settimana a quella successiva da troppo, troppo tempo. Serve agire, parlare, spezzare una lancia a favore del comparto. Ne va della sopravvivenza delle nostre imprese ma anche, come purtroppo abbiamo visto in queste ultime settimane, dell’ordine pubblico delle nostre città. Soprattutto delle città turistiche come le nostre. Per questo oltre ad appellarmi ai sindaci, ho chiesto un incontro al Prefetto di Rimini per fare insieme delle considerazioni sulla situazione che si sta creando sul nostro territorio e su come i locali possano diventare un supporto. L’estate è appena arrivata, ma la situazione sembra già farsi complicata, tra abusivismo che impera con feste e ballo in ogni luogo, con gli assembramenti che ne derivano senza possibilità di controllo, con episodi incresciosi che si ripetono in parecchie aree e in varie città.
 

Ora è il momento di prendere posizione. Di sicuro le discoteche sono in grado di gestire grandi numeri di ragazzi, di tenerli a divertirsi in luoghi controllati e dove i cocktails sono venduti ad un prezzo tutt’altro che economico. Per molte ore durante la notte i giovani si ritroveranno e si divertiranno nei locali, con le regole e i controlli interni che da sempre mettiamo in atto, a cui ora possiamo aggiungere anche quelli relativi al Covid aprendo a persone in possesso del Green pass. Al contrario, se non avremo risposte, a livello nazionale si sta ipotizzando di restituire le licenze e di mettersi a lavorare abusivamente, come sta succedendo praticamente ovunque. Se è questo l’unico modo per aprire, seguiremo anche questa strada.
 

Le discoteche non sono luoghi della perdizione, ma del divertimento, chi le gestisce non è un gangster, ma un imprenditore dell’intrattenimento e anche la scienza ha ormai evidenziato che le discoteche non sono state le creatrici di focolai o i ritrovi degli untori. Credo che la riapertura dei luoghi del divertimento giovanile sia un passo importante per tutta la società e per il buon svolgimento della vita nelle nostre città, che proprio in questi giorni si stanno trasformando come ogni estate in grandi metropoli delle vacanze”.

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