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Caso Demiraj, lo zio del killer ancora in bilico tra assoluzione ed ergastolo

Due processi di appello, ancora non c'è una conclusione: si attende il parere della Cassazione a sezioni unite

Attualità Rimini | 07:12 - 06 Giugno 2021 Nel riquadro Sadik Dine, nella foto il sopralluogo nella cava di Santarcangelo, luogo in cui fu ritrovato il corpo di Lidia Nusdorfi Nel riquadro Sadik Dine, nella foto il sopralluogo nella cava di Santarcangelo, luogo in cui fu ritrovato il corpo di Lidia Nusdorfi.

La Cassazione a sezioni unite si pronuncerà su una questione procedurale, sollevata dall'avvocato difensore Massimiliano Orrù, nell'ambito del procedimento penale che riguarda Sadik Dine, lo zio di Dritan Demiraj; quest'ultimo è l'uomo, che con la complicità di una donna ora deceduta, uccise l'ex fidanzata Lidia Nusdorfi e il nuovo compagno di lei, Silvio Mannina, fatti avvenuti nel 2014. La questione sollevata dall'avvocato Orrù riguarda proprio le dichiarazioni rilasciate dalla donna deceduta, che riferì della presenza di Dine durante gli omicidi. L'uomo in primo grado fu assolto dall'accusa di concorso in duplice omicidio pluriaggravato e volontario e da altri capi di imputazione, venendo condannato per cinque anni di reclusione per l reato di soppressione di cadavere. In corte d'appello la sentenza fu ribaltata e Dine condannato all'ergastolo. Una sentenza annullata in cassazione, dopo un primo ricorso: per ribaltare il verdetto assolutorio, doveva essere risentita la donna complice, che però era deceduta nel 2019. Nell'impossibilità di una nuova convocazione in Tribunale, furono così acquisite le dichiarazioni rese in precedenza e Dine venne nuovamente condannato all'ergastolo. L'avvocato difensore dell'imputato ha però eccepito l'impossibilità di acquisire le dichiarazioni della deceduta e nei giorni scorsi la Quinta Sezione della Cassazione ha deciso di chiedere l'intervento della Cassazione a sezioni unite. Ancora qualche mese e Sadik Dine conoscerà il suo destino: assoluzione e quindi libertà o ergastolo. 

 

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