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Lo sfogo di Gnassi: "Il sindaco un sacco delle botte per i populisti"

Il primo cittadino di Rimini: "dobbiamo rispondere di tutto, di espropri vecchi di 30 anni e di fiumi che esondano"

Attualità Rimini | 14:34 - 01 Giugno 2021 Andrea Gnassi, sindaco di Rimini Andrea Gnassi, sindaco di Rimini.


Il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha scritto una lettera aperta con riflessioni sul ruolo che ricopre ogni primo cittadino. A dargli spunto la vicenda dell'ex sindaco di Lodi Simone Uggetti, arrestato, vittima della gogna mediatica e poi assolto. Una carica, quella di primo cittadino, che riveste di responsabilità e che espone facilmente agli attacchi dell'opinione pubblica.  Per fare il sindaco, così, "non basta amare la propria città", ma Gnassi evidenzia che serve anche "la cognizione del dolore", citando Gadda, "fino al masochismo", per resistere alla gogna mediatica. In particolare "il sindaco è un sacco delle botte oramai ridotto a brandelli  visto che in tanti, negli ultimi 10 anni, hanno infierito su esso". Gnassi accusa "le forze populiste" che hanno distrutto "per i loro interessi il primo portone a cui bussano i cittadini", la politica centrale che "non ha esitato un secondo a legiferare e interpretare per scaricare ogni responsabilità da sé ai livelli istituzionali territoriali, sperando di allontanare responsabilità e allo stesso tempo riverginizzarsi agli occhi dell'opinione pubblica".  Il risultato, sottolinea, sono leggi che "sono oggettivamente colpevolizzanti ogni primo cittadino che deve avere sempre l'ultima parola, ma mai l'ultimo potere",  dovendo poi rispondere "di tutto, dai Tso ai fiumi che rischiano di esondare, a vicende di espropri vecchi di 30 anni, a simultanei rischi di abuso d'ufficio o omissioni d'atti d'ufficio o altro se firmi le tonnellate di atti riguardanti tutto e preparate dagli uffici"

La riflessione di Gnassi dunque ha come punto centrale le troppe responsabilità penali del primo cittadino: "In buona sostanza rischi di essere accusato se stai fermo e rischi di pagare di persona se fai, su qualsiasi tema, un asilo, una strada, una infrastruttura. Io, come sindaco, ho avuto cause per milioni di euro, specie nel periodo dello stop al cemento. Se le avessi perse, avrei pagato personalmente, non so come e non so quando". Gnassi fa riferimento anche alla vicenda Aeradria: "Mio padre se ne è andato, avendo negli occhi e nelle orecchie un'accusa infamante avanzata verso il sindaco, suo figlio: associazione a delinquere, poi caduta". Aggiunge: "Le polemiche, le accuse, il leggere sugli organi d'informazione di essere alla sbarra, ti scava dentro e ti fa chiedere, quando esci di casa la mattina, con quali occhi ti guarderanno le persone per strada".

Il sindaco di Rimini chiede quindi di rivedere ruolo e riorganizzazione dei sindaci, coinvolgendoli maggiormente anche nell'esercizio del potere legislativo: "non esiste una riforma istituzionale organica che preveda il coinvolgimento strutturale dei sindaci nel dibattito e nelle decisioni nazionali: a chi guida le città solo responsabilità e colpe".  Troppa distanza tra chi fa le leggi in Parlamento e chi le deve fare attuare su scala locale, il sindaco. Questo perché i parlamentari vengono sempre scelti all'interno dei partiti e delle loro correnti, "quasi mai tra chi ha esperienza diretta di governo locale"


 

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