Venerdý 18 Giugno05:27:00
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Ucciso a Miramare, fermato il coinquilino, ha confessato: lite finita in tragedia

L'accusa è di omicidio volontario, era stato proprio l'assassino a dare l'allarme

Cronaca Rimini | 10:48 - 30 Maggio 2021 Omicidio a Miramare Omicidio a Miramare.

Una lite scoppiata per futili motivi, alimentata dal fatto che entrambi avevano bevuto e degenerata con una coltellata alla gola che non gli ha lasciato scampo. E' morto così Leonardo Yoel Vincens Ballena: era originario del Perù, viveva a Rimini e a ottobre avrebbe compiuto 35 anni. Per l'omicidio, dopo una giornata di indagini, è stato fermato con l'accusa di omicidio il suo coinquilino, anch'egli peruviano, che ha confessato il delitto.
A dare l'allarme, raccontando di aver trovato il corpo, riverso per terra in una pozza di sangue, era stato il coinquilino della vittima, rientrato dopo mezzanotte nel monolocale che i due dividevano nel quartiere turistico di Miramare.
Leonardo non aveva mai avuto prima problemi con le forze dell'ordine e risultava regolare in Italia. Fisico atletico, ben curato, a Rimini svolgeva lavori occasionali e negli ultimi tempi era alla ricerca di un impiego. Viveva in un monolocale a sud della città romagnola condividendolo con un altro giovane, un connazionale, dormendo su un letto a castello.
Proprio insieme a quest'ultimo Leonardo è uscito venerdì sera fuori a cena, vicino casa. Miramare, tra Rimini e Riccione, è zona non solo di spiagge ma anche di locali e pub dove solo nelle ultime settimane è ripresa un po' di movida - pur con le dovute restrizioni - dopo la lunga primavera di lockdown e rigide misure anti-contagio per il Covid.
Secondo quanto ricostruito dai militari, soprattutto sulla base della testimonianza del coinquilino, i due sarebbero andati  a cena fuori, poi avrebbero trascorso insieme qualche ora in un paio di locali nei dintorni dell'abitazione. Il giovane che è stato poi fermato con l'accusa di omicidio ha riferito che a un certo punto si sarebbero divisi: Leonardo sarebbe rincasato prima. Poi, dopo la mezzanotte, sarebbe rientrato il coinquilino che lo avrebbe trovato morto, riverso a terra vicino al bagno, con la gola tagliata. Intorno all'una di notte ha dato l'allarme chiamando i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del comando provinciale di Rimini insieme al magistrato di turno, il sostituto procuratore Luca Bertuzzi. Con lui anche il comandante provinciale.
Un racconto, però, che ha fin da subito ha lasciato molti dubbi ai carabinieri che oltre al coinquilino, hanno sentito anche un'altra decina di persone, ovvero i contatti della serata passata fuori. Le indagini hanno permesso di ritrovare l'arma dell'omicidio, un coltello da cucina che si trovava nell'appartamento condiviso dai due.
Nel tardo pomeriggio la svolta alle indagini: il giovane ha confessato l'omicidio del coinquilino, parlando in spagnolo direttamente con il comandante provinciale dei carabinieri. I due ragazzi peruviani avrebbero bevuto molto, sarebbe scoppiata una lite per futili motivi al termine della quale sarebbe partita la coltellata alla gola che non ha lasciato scampo a Leonardo. Immediatamente è scattato il fermo, con l'accusa di omicidio volontario.

< Articolo precedente Articolo successivo >