Mercoledý 23 Giugno22:07:29
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Albergatori dicono no ai migranti in zona mare, la protesta: "basta razzismo"

Casa Madiba: "I richiedenti asilo vanno bene per Rimini solo a lavorare nelle cucine degli alberghi come schiavi"

Attualità Rimini | 15:38 - 29 Maggio 2021 La protesta davanti alla sede dell'associazione albergatori Rimini La protesta davanti alla sede dell'associazione albergatori Rimini.

Questa mattina (sabato 29 maggio) gli attivisti di Casa Madiba hanno manifestato davanti alla sede dell'associazione albergatori riminesi, protestando contro le parole del presidente Rinaldis che, a voce dei propri associati, ha detto no all'ipotesi di collocamento di una quarantina di richiedenti asilo in strutture alberghiere collocate sul lungomare (nelle fattispecie due hotel di Rimini Sud). Le istituzioni sono al lavoro per una soluzione alternativa, mentre casa Madiba denuncia: "Serrata di scudi, raccolta firme fra gli operatori turistici, sostegno dell'amministrazione comunale del Pd,  passo indietro di Croce Rossa, e i razzisti vincono.  Fuori i richiedenti asilo dalla zona turistica, le persone nere servono solo invisibilizzate per sfruttarle meglio nei tuguri delle cucine e delle cantine degli hotel e dei ristoranti della Riviera". Casa Madiba attacca l'associazione albergatori, parlando di reazioni motivate "dall'ipocrisia  di chi è ben consapevole di promuove un modello economico basato sull'illegalità e lo sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori stagionali nelle strutture ricettive e negli esercizi commerciali, in particolare se sono persone migranti, studenti e studentesse in formazione e donne". Gli attivisti attaccano anche la giunta comunale del Pd per la "sconcertante e vergognosa presa di posizione" e "il silenzio di altri".  Chiosa Casa Madiba: "Nella città di Rimini, capitale europea dell'accoglienza e del turismo che riparte dopo il Covid,  le persone nere e richiedenti asilo non possono vivere sul lungomare o nella zona turistiche, ma solo al chiuso delle cucine a lavorare come schiavi e come schiave". 

 

< Articolo precedente Articolo successivo >