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Sassofeltrio e Montecopiolo, la Valmarecchia può potenziare l'offerta turistica

Ma dall'associazione Terre dei Malatesta e dei Montefeltro l'appello ai sindaci della Valmarecchia "cooperate, niente divisioni"

Attualità Sassofeltrio | 17:05 - 27 Maggio 2021 In gallery la vignetta pubblicata dall'associazione Terre dei Malatesta e dei Montefeltro In gallery la vignetta pubblicata dall'associazione Terre dei Malatesta e dei Montefeltro.

L'associazione Terra dei Malatesta e dei Montefeltro ha scritto una lettera aperta ai sindaci di Alta e Bassa Valmarecchia, chiedendo unità di intenti per lo sviluppo di tutto il territorio e per facilitare l'integrazione dei comuni di Sassofeltrio e Montecopiolo. Con l'annessione dei due comuni, si potenzia l'offerta turistica e culturale della Valmarecchia: un'occasione da non perdere, rileva l'associazione, e da non sprecare continuando a ragionare in maniera campanilistica. 
 

LA LETTERA APERTA AI SINDACI DELLA VALMARECCHIA Il lungo calvario durato 14 anni della gente di Montecopiolo e Sassofeltrio è finito ed ora incomincia l’impegnativo lavoro del processo di integrazione che, grazie alle esperienze positive e negative dei  sette Comuni passati in Romagna nel 2009, sarà forse più agevole.  Quello che è certo che la Provincia di Rimini, la più piccola e la più densamente popolata  della Regione Emilia Romagna, dopo gli oltre 300 kmq portati in dote dalla Valmarecchia si ritrova ad avere una significativa  presenza di collina e montagna tanto da poter dire di avere in 45 km. il mare e la sciovia, il parco marittimo e il parco montano. Un altro importante contributo all’idea del turismo dell’entroterra, complementare alla nuova offerta di un turismo di costa arricchito da ambiente, cultura e storia. Montecopiolo con Verucchio, Pennabilli e San Leo  è la cerniera tra le terre del Malatesta e dei Montefeltro. Questo evento arriva in un momento particolare del governo del territorio, una situazione di crisi che nessuno vuole enunciare, ovviamente attribuendo ogni colpa e responsabilità ad altri, ma che nei fatti   sono l’ Unione dei Comuni, le problematiche del  governo del fiume Marecchia, la gestione e la promozione delle risorse turistiche  e non certo di minore importanza la necessità di modificare e migliorare la viabilità della Marecchiese. Si sta creando un pericoloso quanto inutile distinguo trai Comuni di quella che era l’ Alta Valmarecchia e i comuni della parte bassa della Valle. Rimini  da sempre è assente dalle problematiche della Valmarecchia come se non avesse preso da quest’ultima il nome, la gente, il territorio e i suoi beni, acqua compresa. Verucchio con Poggio Torriana e Santarcangelo sembrano quasi  volersi distinguere  come destinati ad un altro futuro, diverso e distaccato dalla Valle nel suo intero.

Da parte nostra lo abbiamo verificato  sul campo provando e riprovando per anni  a realizzare la fusione di Comuni  dovendo riscontrare che anche l’ipotesi più concreta di San Leo con Verucchio non si è realizzata nonostante avesse le potenzialità per diventare l’ entità turistica di entroterra più importane della Regione Emilia Romagna. Se i nostri Amministratori lavorano per schemi nel loro municipio  incuranti delle dinamiche del campo più grande della Provincia e della Area Vasta della Romagna non fanno l’interesse delle giovani generazioni, impoveriscono prima qualche altro territorio ma poi finiscono per andare in crisi anche quelli che credono di essere i più forti. E poi come si fa a dire  ad  un cittadino di  Casteldelci o di Pennabilli che la viabilità è un problema solo suo, che non è di interesse per chi abita magari  a Verucchio,   mentre  lo stesso è intento a pulire e curare la salute di un bosco che significa aria salubre bene comune  o mentre pulisce un fosso per evitare  la dispersione dell’ acqua, una risorsa per tutti ?  

Noi, dover combattuto per 200 anni per tornare alla casa comune della Romagna, non accetteremo mai di tornare ad essere un enclave in una Valle unificata.

La speranza è che questo nuovo evento, l’ingresso di questi due Comuni nelle Provincia di Rimini e in Romagna, sia l’occasione per ripensare ad un rinnovato concetto di comunità e di solidarietà.

Questo dipende in massima parte da voi.

Grazie.




 

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