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Rimini Calcio, Giorgio Bresciani: 'Ecco perché mi sono dimesso. Rota? Deve trovare soci sul territorio'

'C'è tanto lavoro da fare e i miei impegni professionali mi assorbono. Ci vuole una manager a tempo pieno'

Sport Rimini | 22:51 - 24 Maggio 2021 Lo striscione dei tifosi il giorno della presentazione di Giorgio Bresciani Lo striscione dei tifosi il giorno della presentazione di Giorgio Bresciani.

E' durata poco più di un mese l'avventura di Giorgio Bresciani al Rimini Calcio. Il nuovo responsable dell'area tecnica del club biancorosso ha rassegnato a sorpresa le dimissioni. Bresciani fu presentato il 17 aprile assieme al ds Andrea Maniero tra le vibranti proteste dei tifosi che lo accolsero con uno striscione (foto) per la sua controversa esperienza a Civitanova.

Giorgio Bresciani, che è successo?

“Gli impegni di lavoro molto pressanti con le tre reti di imprese di cui faccio parte mi impediscono di dare il contributo che una piazza come Rimini merita. Si sa che è una realtà importante, da serie B, e vivendola di persona me ne sono reso conto ancora di più. Contavo di portare la mia esperienza, ma ho preso atto che l'impegno che avrei potuto garantire non sarebbe stato sufficiente. Qui serve un manager a tempo pieno, un professionista a tutto tondo, che lavori dieci ore al giorno perchè di lavoro ce n'è tanto da fare in società. Ebbene, io questo ruolo non posso ricoprirlo, pur avendone tutte le caratteristiche, l'esperienza necessaria e le capacità, per mancanza del tempo sufficiente da dedicare alla causa visto che sono sempre in giro. Il sottoscritto è abituato a fare le cose per bene o a non farle e io ho preso atto che non posso assumermi questo onere. Rimini è una cosa seria, solo formalmente è una realtà dilettantistica, ma va maneggiata come realtà professionistica e a 360 gradi”.

Il presidente Alfredo Rota come l'ha presa?

“Alfredo, a cui sono legato da rapporto di stima e amicizia, non si è rassegnato. Nella giornata di oggi mi ha chiamato più volte per farmi cambiare idea. Alfredo è un ottimo imprenditore, il presidente che ogni società vorrebbe avere: anche in questi tempi molto difficili per la pandemia ha sempre mantenuto i suoi impegni e inoltre è come un padre per i giocatori. Li vede per certi versi come dei suoi figli”.

Il suo rapporto col ds Andrea Maniero?

“Sono stato coinvolto anche io nella sua scelta, è un professionista che stimo”.

Che idea si è fatto del club?

“Bisogna mettere mano a tante cose, bisogna lavorare sull'aspetto organizzativo, della gestione, sul settore giovanile che riveste per me un ruolo fondamentale. C'è bisogno, ad esempio, del merchandising. Insomma, serve un manager importante tanti e tali sono gli aspetti a cui mettere mano. Il club di calcio è una azienda e come tale va trattato”.

Che altri consigli dà a Rota?

“Deve cercare rinforzi societari riminesi, partner del territorio che lo affianchino in questa avventura in cui si è gettato con grande spirito la scorsa estate. La cosa positiva è che ho percepito fermento attorno al club da parte di aziende interessate a fare da sponsor. Bisogna lavorare affinchè nasca qualcosa di positivo”.

Stefano Ferri

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