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Covid, boom nuovi poveri: raddoppiati gli italiani che chiedono aiuto alla Caritas

Dal 2019 al 2020 sono quasi raddoppiati gli accessi alle Caritas

Attualità Rimini | 15:19 - 22 Maggio 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


"Il tema scelto quest’anno, sulla scorta delle parole di Papa Francesco che Caritas cerca di tradurre con un’azione quotidiana è: Insieme! Peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla. Quando camminiamo insieme, infatti, nessuno è ultimo". Così Mario Galasso, direttore Caritas diocesana, ha aperto la presentazione del XVII Rapporto sulle povertà, prodotto dall’Osservatorio della Caritas diocesana di Rimini.

ALCUNI DATI Nel 2020 sono stati 4.368 i nuclei familiari che si sono rivolti alle Caritas riminesi: il totale degli individui assistiti raggiunge le 10.035 unità, di cui 2.382 minori. A livello numerico, spiega la Caritas Diocesana di Rimini, i dati sono in linea nel 2019, ma cambia l'affluenza: nel 2019 i passaggi furono 39.942, nel 2020 sono stati 74.090, quasi il doppio. "Chi è povero è sempre più povero ed ha un’impellente e costante bisogno di aiuto; inoltre nel 2020 le persone che si sono rivolte alle Caritas erano prevalentemente del territorio, per cui sono tornate più volte a chiedere aiuto perché hanno trovato in esse un punto di riferimento", viene evidenziato nel rapporto.

Gli italiani in dieci anni sono passati dal 20,5% al 44%, in prevalenza uomini (56%), con un aumento degli over 65. Il 76% degli italiani ha residenza nella diocesi di Rimini, quindi è cresciuta notevolmente la povertà locale. Ad essere più colpite sono le famiglie italiane, infatti, rispetto al 2010, sono aumentati sia gli uomini che le donne che vivono in famiglia (i primi sono il 35%, le seconde il 66%).

Gli immigrati che si sono rivolti alle Caritas riminesi provengono da tutti i continenti. La presenza principale è rappresentata dai nordafricani, in particolar modo magrebini (30%) che sono equamente suddivisi tra uomini soli e famiglie con minori. Seguono le donne dell’Est (25%), tornate a crescere dopo quasi dieci anni che erano diminuite ai Centri di Ascolto; questo aumento è dovuto alla diminuzione dei posti di lavoro come badante nel 2020. Diminuiscono gli uomini soli provenienti da altri paesi dell’Africa (17%), ma aumentano le famiglie di senegalesi e nigeriani con minori. Sono diminuite le persone provenienti dall’Unione Europea, in particolar modo i rumeni (dal 18% nel 2010 al 6% nel 2020), spesso spostatisi in altri paesi o tornati in patria.

Nel 2020 quasi l’80% delle persone che si sono rivolte alle Caritas aveva un’abitazione. Aumentano quelle che cioè vengono definite le “povertà grigie”: persone e famiglie scivolate sotto la soglia della povertà a causa della perdita del lavoro, che hanno un’abitazione, ma che non sanno come mantenerla. Decreto salva sfratti e sospensione dei mutui hanno evitato ulteriori peggioramenti, ma una volta finite le proroghe emanate dal Governo, c'è il rischio di un'ulteriore emergenza sociale.
Sono 249 le persone proprietarie di casa che hanno bussato alle Caritas nel 2020, tra queste 68 non avevano mai chiesto aiuto. Per la maggior parte sono over 55enni, 85% italiani e 15% stranieri.

Rispetto alle professionalità più colpite si segnala: il settore turistico, camerieri, aiuto-cuochi, lavapiatti, cuochi, baristi, tuttofare che hanno chiesto aiuto perché il contratto stagionale non era stato più loro garantito o perché impossibile trovare una nuova occupazione nel settore capace di offrire garanzie, solo contratti a chiamata. Legato al settore turistico, seppur con meno presenze, anche quello del divertimento: buttafuori, pr, dj, organizzatori di eventi, ballerine, il mondo della notte è stato indubbiamente molto colpito dalla pandemia, ma trattandosi spesso di giovani, per loro la famiglia ha svolto il ruolo di ammortizzatore sociale, per questo in pochi si sono rivolti alla Caritas. In forte aumento il settore dell’assistenza e delle pulizie: negli ospedali e nelle case di cura sono stati negati gli accessi di persone esterne per svolgere servizio di assistenza e le famiglie hanno spesso deciso di sospendere accordi con le badanti, per cui queste si sono ritrovate prive di lavoro. Tra le altre professionalità troviamo: braccianti, operai, imbianchini, venditori ambulanti, circensi, bidelli, meccanici, agenti di commercio. Alcuni hanno segnalato la difficoltà ad accedere ai bonus, i tempi lunghi per riceverli o per riscuotere Cassa Integrazione o Disoccupazione. Alcune persone si sono rivolte alla Caritas proprio solo nel periodo di attesa di ricevere gli ammortizzatori sociali, per poi lasciare spazio a coloro che ritenevano avessero più bisogno di loro.

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