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Piscina Riccione: la Polisportiva chiede al Comune 2 milioni e mezzo. Gestione in bilico

Botta e risposta tra la giunta Tosi e il direttivo della Polisportiva, le due posizioni

Attualità Riccione | 15:09 - 21 Maggio 2021 La piscina esterna di Riccione La piscina esterna di Riccione.


Nuovo capitolo della querelle tra comune di Riccione e polisportiva comunale. L'amministrazione comunale, in una nota pubblicata nel primo pomeriggio di oggi (venerdì 21 maggio), accusa la controparte di alcune inadempienze, ad esempio il quasi mezzo milione di euro per la manutenzione straordinaria del tetto, e di aver disertato alcuni incontri fissati per definire le questioni pendenti. Nel mirino anche la richiesta di aumentare il contributo annuo del comune di altri 80.000 euro, una somma che però, evidenzia la polisportiva, serve a coprire le minori entrate dovute alle chiusure e i maggiori costi dei protocolli anti Covid. La gestione dello stadio del nuoto è in bilico: la polisportiva comunale accusa la giunta Tosi di non volere trattare sulla rinegoziazione della convenzione ed è pronta a farsi da parte, ma chiede al comune 2 milioni e mezzo di euro, una somma che rimborsa le varie opere sostenute (in particolare i lavori a vasche, bar e spogliatoi) e gli oneri accessori, al netto degli ammortamenti. 

LA NOTA INTEGRALE DEL COMUNE DI RICCIONE La Polisportiva con una lettera del proprio legale ha comunicato al Comune di Riccione la volontà di valutare il recesso dalla Convenzione di gestione dello Stadio del nuoto a fronte del pagamento da parte dell'Ente pubblico di 2 milioni e 500 mila euro.  La richiesta di 2 milioni e 500 mila euro è giunta in seguito alle numerose contestazione formulate dal Comune di Riccione in merito a manutenzione straordinaria del tetto (447.000 euro che Polisportiva deve in quando  soccombente nell’accertamento tecnico preventivo) alla mancata consegna di fideiussione per 200.000 euro (a garanzia della quale mancata consegna si tratterranno pari importo di canone) alla mancata regolarizzazione del Piano di Gestione, oltre alla mancata revisione dei conti dal 2017. Tutte siffatte condizioni, non si sono mai realizzate. Nonostante ciò, nella medesima missiva, la Polisportiva ha avanzato la richiesta di una revisione delle condizioni generali di accordo con il Comune, con la precisa richiesta di 80 mila euro annui in più e soprattutto la ridefinizione dei progetti per la scuola, le attività della terza età e per disabili. Come è noto, il contributo pubblico (265 mila euro) che ogni anno l'amministrazione ha versato alla Polisportiva è un investimento di denaro pubblico a fronte di servizi alla comunità come sono appunto i corsi per le scuole, la terza età e i disabili. Quindi condizioni non negoziabili sulla base della Convenzione, documento fondante la concessione di gestione dello Stadio del Nuoto, che regolarizza e legalizza il rapporto tra Ente pubblico e società privata. Tali servizi alla comunità, intesi come servizi pubblici, costituiscono il motivo per cui il Comune di Riccione versa il contributo alla Polisportiva altrimenti ingiustificabile (265 mila euro). 
A fronte di tali irricevibili richieste della Polisportiva, in quanto non permetterebbero di dare risposta con la piscina alle fasce più deboli  della società, l'amministrazione comunale con rammarico ha dovuto anche constatare la totale indisponibilità agli incontri organizzati dal Comune per una bonaria definizione delle questioni pendenti, avendo il presidente del Cda della Polisportiva, disertato ben tre appuntamenti senza motivazione. 
Conseguentemente a quanto esposto, si deduce percorribile solo l'accettare la volontà della Polisportiva di uscire dalla gestione della piscina.
A questo punto pare evidente che fin dall'inizio delle uscite pubbliche e recriminazioni, l'intento del presidente della Polisportiva fosse quello di recuperare denaro pubblico per coprire la montagna di debiti risalenti almeno a diversi anni fa (Bilancio 2019 totale 2 milioni 546 mila euro di debiti acquisiti). 
Dinnanzi a questa nuova, inattesa e difficile situazione, che non avremmo mai voluto affrontare, come amministrazione di Riccione teniamo a precisare con forza che il nostro intento è quello di rassicurare e garantire ai riccionesi ogni azione per preservare la piscina di Riccione, garantendo appunto che non sarà mai chiusa. Così come è già stato per il PlayHall salveremo la piscina!

LA RISPOSTA INTEGRALE  DELLA POLISPORTIVA COMUNALE DI RICCIONE  Polisportiva Comunale Riccione, nell’ultima risposta inviata al Comune, ha fatto presente la necessità - determinata dalla pandemia Covid-19 - di procedere alla revisione delle condizioni economico finanziarie originariamente pattuite al fine di riequilibrare i termini della Convenzione.

Iter questo che la legge ha previsto appositamente per favorire l’adeguamento delle concessioni degli impianti sportivi alle mutate condizioni economico/sanitarie e che, a quanto ci consta, i Comuni italiani hanno sempre avvallato. Tutti tranne quello di Riccione.

Nell’ambito di detta proposta, Polisportiva Comunale Riccione ha invitato l’amministrazione ad un tavolo congiunto al fine di integrare l’attuale contributo annuale, negoziare l’approntamento di un piano di gestione – attualmente mancante – e ridefinire i progetti a favore di scuola, terza età e handicap ai fini di un’implementazione degli stessi. È chiaro a tutti che queste categorie, durante la pandemia, abbiano sofferto più di altre la mancanza di ambiti insostituibili per la cura del corpo, per la socialità e per la pratica sportiva.

Polisportiva Comunale Riccione ha infine voluto ricordare al Comune di Riccione e al suo Sindaco - il quale oramai da mesi sta ingerendosi nella gestione delle attività sociali, portando avanti una battaglia singolare che pare del tutto disallineata dall’interesse pubblico – quale potrebbe essere il “costo” per la collettività di quest’inspiegabile campagna contro la Polisportiva.

Da parte del Comune non c’è stata alcuna apertura alla rinegoziazione.

Anzi, ha risposto che l’unica alternativa per la Polisportiva è quella di recedere dalla Convenzione.

Il senso è quello del vecchio adagio “mangiare sta minestra o saltare dalla finestra”.

Questa presa di posizione da un lato dimostra che pure il Sindaco s’è alla fine reso conto della insostenibilità delle iniziali contestazioni ed è stato costretto a fare marcia indietro sulla velleitaria e infondata pretesa di risolvere la convenzione per inadempimento della Convenzione; dall’altro lato però chiude ogni possibilità di dialogo e lascia la Polisportiva da sola alle prese con le proprie difficoltà.

Ne prendiamo atto, seppur con rammarico, ma non siamo politici: siamo uomini e donne di Sport, abituati a faticare per raggiungere gli obbiettivi e a fare esclusivo affidamento sulle nostre forze.

La Polisportiva supererà pertanto anche questa delicata fase, con o senza l’appoggio del Comune.


 

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