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Risposta del sindaco Zanchini alle accuse del Circolo PD di Novafeltria

Nella nota stampa il primo cittadino spazia dalle questioni locali all'Unione dei Comuni Valmarecchia

Attualità Novafeltria | 09:05 - 20 Maggio 2021 Stefano Zanchini Sindaco di Novafeltria Stefano Zanchini Sindaco di Novafeltria.

Il Sindaco di Novafeltria Stefano Zanchini risponde punto per punto a critiche che gli sono giunte da altre forze politiche. Nella nota stampa il primo cittadino parla anche del suo ruolo di Presidente dell'Unione.

Di seguito la nota stampa del Sindaco Stefano Zanchini


Capisco che siamo entrati in campagna elettorale e che quindi tentare di delegittimare l’avversario di turno possa rappresentare una strategia, specie quando non si hanno argomentazioni e ci si inventi una storia basata se non sulla menzogna sicuramente sulla ignoranza.  
Urgono, quindi, delle precisazioni alla narrazione che il PD locale sta diffondendo:
Innanzitutto la lista civica Percorso Comune ha solo due iscritti alla Lega mentre degli altri componenti non conosco l’eventuale appartenenza o vicinanza partitica e nemmeno mi interessa perché le persone che compongono la lista sono state scelte sulla base delle  loro capacità, della stima e della predisposizione al servizio, del ruolo rivestito all’ interno della nostra comunità. 
Dieci anni fa ci siamo contrapposti ad un sistema politico figlio del PD locale che aveva governato per 40 anni questo territorio, convinti che Novafeltria meritasse di più e che era ora di cambiare, quindi siamo sicuramente alternativi a quella Sinistra lì. Ciò non toglie che tra di noi ci possano essere persone che non si riconoscono nei partiti politici di centro-destra o centro-sinistra, e questo poco importa, visto e considerato che tutti noi perseguiamo quale unico interesse il bene della comunità di Novafeltria, che siamo stati chiamati ad amministrare, mentre non è nostro interesse lavorare per gli interessi di un qualsiasi partito.

Certo appare  alquanto strana questa visione per cui presentarsi in una lista civica che contiene persone di centro-destra sia definito un “peccato grave”, mentre promuovere e sostenere una lista civica di centro-sinistra con all’interno tesserati  e vecchi amministratori di area PD sia cosa buona e giusta. Ancora più strana se a puntare il dito e mettere alla gogna per avere un eventuale pensiero politico diverso sono proprio coloro che si spacciano per essere i paladini di tutte le forme di libertà, e del rispetto della Carta Costituzionale.
C’è una profonda ipocrisia in tutto questo. Si evidenzia un senso di onnipotenza, di supposta spavalda superiorità culturale e ideologica che, negli anni, ha contribuito a creare quel distacco dalle stesse classi sociali che un tempo vi erano al fianco e che oggi non si sentono più rappresentate da voi.  
 
Riguardo alle accuse sul mio ruolo di Presidente dell’Unione, esse dimostrano l’assoluta ignoranza circa il percorso istituzionale che ha caratterizzato l’Unione dei Comuni Valmarecchia in questi anni. Quando ero in minoranza nel Comune di Novafeltria votai contro una Unione a 10 ma a favore di una Unione a 7; nonostante ciò la politica del PD impose dall’alto l’Unione a 10 (quindi per me una Unione subita) e con questa mi sono dovuto confrontare in questi anni. Un’Unione nata male, imposta, con diversità non solo orografiche, urbanistiche, demografiche, di servizi, dei bisogni ai cittadini, ma anche fiscali e finanziarie. Sul tema del suo fallimento non c’entra nulla il centro-destra e il centro-sinistra, centra la capacità dell’Unione di rispondere ai bisogni dei cittadini e di erogare servizi il più possibile uniformi. In questo contesto di continue difficoltà e scontri interni il precedente Presidente ha rassegnato le dimissioni e, successivamente, io sono stato votato ed eletto, consapevole dell’onere che mi attendeva (ruolo a costo zero per l’Ente) ma mosso dal medesimo spirito di servizio che ha sempre contraddistinto la mia azione amministrativa. Ho quindi avviato un periodo di ascolto, di mediazione fra le varie richieste, tutte legittime anche se non sempre condivisibili. Con la massima umiltà mi sono avvalso anche di studi di fattibilità per capire quale poteva essere il migliore sistema associativo. Si era ipotizzato di dividere l’Unione (7+3) ma il confronto serrato con la Regione e con l’Assessore al Bilancio Dr. Paolo Calvano ci ha fatto desistere. 
Per dividere l’Ente si sarebbe dovuto dividere l’ambito ottimale e quindi mettere mano alla legge regionale, si sarebbe perso il PRT (contributo regionale) e inoltre avremmo rischiato i finanziamenti previsti per le Aree Interne (circa 13 milioni di euro). 
La legge regionale sulle Unioni prevedeva già la possibilità di suddivisione in sub-ambiti, proprio per rispondere alle esigenze di territori con richieste e bisogni diversi.
Molte sono le Unioni che hanno scelto questo modello, il quale garantisce, gestendo insieme almeno 4 funzioni, l’ottenimento del PRT e un’autonomia gestionale e organizzativa in sub-ambiti. 
A seguito di questa possibilità di rivisitazione tutte le amministrazioni si sono sentite libere di avanzare le modifiche che, a seguito di alcuni anni di “gestione forzata”, ritenevano opportuno effettuare. E in questo non c’è stata differenza di vedute tra alta e bassa valle: ricordo, infatti, che il primo consiglio comunale a dichiarare il fallimento dell’Unione fu quello di Santarcangelo (non certo di centro-destra) che, oggettivamente, viveva con fatica il blocco dei servizi legati al mancato pagamento delle quote da parte dei Comuni più in difficoltà coi bilanci. 
Il ruolo di Presidente dell’Unione  è un continuo, faticoso, esercizio di ascolto, di confronto, di partecipazione e di mediazione tra interessi comunali diversi e anche configgenti,  fra dieci Sindaci che curano gli interessi e la tutela dei propri cittadini, ognuno con proprie legittime richieste, nel massimo rispetto istituzionale. 
Essendo anche un ruolo molto gravoso voglio, quindi, tranquillizzare il Circolo PD di Novafeltria sul fatto che se i sindaci me lo chiedessero sarei disposto a fare non uno, ma due passi indietro!

Questa è la verità dei fatti, e già non conoscerla è indice di mancanza di dialogo e di cattivo funzionamento della rete territoriale del PD locale; volerla, poi, ridurre semplicisticamente all’assunto per cui l’antipolitica è quella delle amministrazioni di centro-destra e la buona politica è quella perpetrata dalle amministrazioni di centro-sinistra ci riporta  alla considerazione fatta sopra circa la spocchiosa superiorità con cui trattate i “diversi”, politicamente intesi.
Poiché non ci interessa dibattere a questo livello lasciamo a voi “Illuminati” le vostre certezze e ci rimettiamo alla volontà popolare che sarà chiamata ad esprimersi a breve sul nostro operato e sui programmi elettorali.

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