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Palestre: "riapriamo ma lavoreremo per non guadagnare un soldo"

Sancisi, titolare del centro Rami a Santarcangelo: "Dal 1° giugno si riparte, ma il problema principale è quello degli abbonamenti congelati"

Attualità Santarcangelo di Romagna | 07:24 - 16 Maggio 2021 La palestra RaMi Benessere e Sport a Santarcangelo La palestra RaMi Benessere e Sport a Santarcangelo.

Dal 1 giugno, nelle Regioni classificate in zona gialla, sarà possibile tornare in palestra. Una buona notizia che però non nasconde i problemi e le preoccupazioni dei titolari e gestori di palestre. "Riapriremo con tanti dubbi, incognite e paura", spiega Michele Sancisi, titolare di RaMi Benessere e Sport, storico centro fitness di Santarcangelo. Il problema principale è quello degli abbonamenti congelati. Nel marzo 2020, con il lockdown, gli abbonamenti annuali sono stati sospesi. "Tante persone si presenteranno così il 1 giugno con i propri abbonamenti annuali, anche dell'anno 2019, da recuperare. In pratica lavoreremo per non guadagnare un soldo", spiega Sancisi. Senza dimenticare che nei mesi estivi tanti clienti o soci delle palestre sospendono l'attività indoor, per praticarla all'aria aperta. "E' successo così nell'estate del 2020. Abbiamo riaperto, ma tante persone con l'abbonamento congelato hanno preferito aspettare l'autunno. E a quel punto ci siamo ritrovati chiusi". E a proposito di attività all'aria aperta, Sancisi evidenzia anche la concorrenza spietata dei personal trainer "che si organizzano in proprio con piccoli gruppi di clienti, per fare attività all'aria aperta". Sancisi esprime tutta la sua amarezza: "Ci tagliano le gambe, il nostro settore non è tutelato, non abbiamo rappresentanze sindacali e politiche". Un'altra criticità è rappresentata dai ristori: "Io come tanti altri altri non ho avuto nessun ristoro. Il 75% delle palestre è gestito da associazioni sportive, godiamo di alcuni privilegi fiscali, ma l'80% dei nostri introiti sono commerciali, diciamo che la parte di lavoro istituzionali in genere la riserviamo a corsi specifici per bambini e anziani. Su ogni abbonamento noi paghiamo tasse regolarmente. E non ci hanno dato i ristori". Tuttavia quello dei ristori è un problema secondario: "Ci hanno dato dei protocolli, ci siamo adeguati, abbiamo allargato gli spazi per garantire il distanziamento. Quando eravamo pronti, ci hanno chiuso". Titolari e gestori di palestre hanno sempre chiesto di poter lavorare, in tutta sicurezza: "In palestra vanno persone che tengono alla propria salute, persone sane, che rischiano meno con il virus. Poi in palestra c'è stato lo 0,1% dei contagi. Da noi era facile il tracciamento, sappiamo quante e quali persone presenti ogni giorno, ogni ora. E invece niente". Sancisi si sta riorganizzando in vista del 1 giugno, ma la riapertura rischia di essere molto un momento di grande criticità più che di ripartenza: "Noi abbiamo continuato ad avere spese, non solo l'affitto. Avevo un fondo a inizio pandemia, per le emergenze. Ora l'ho quasi azzerato. Ho questa palestra da 25 anni, ma più volte sono state tentato da chiudere tutto".


 

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