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Fiere: il 'matrimonio' tra Bologna e Rimini prescinde dal Covid

Lorenzo Cagnoni, "pandemia non ha facilitato problemi che erano aperti"

Attualità Rimini | 15:22 - 12 Maggio 2021 Lorenzo Cagnoni Lorenzo Cagnoni.

Quello della fusione tra le fiere di Bologna e Rimini è un percorso che prescinde dal Covid e dalle conseguenze legate all'emergenza anche se, queste rendono meno agevole il cammino. Come riporta l'Ansa, è quanto emerso nel corso di una una conferenza online organizzata da Aefi-Associazione esposizioni e fiere italiane che ha visto tra i protagonisti anche Lorenzo Cagnoni, presidente di Italian Exhibition Group - la realtà nata dal matrimonio tra le fiere di Rimini e Vicenza - e Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere. Replicando a chi chiedeva se la carenza di ristori legati all'emergenza coronavirus, possa ritardare l'abbraccio tra Bologna Fiere e Italian Exhibition Group, la fiera nata dal matrimonio tra Rimini e Vicenza., Calzolari si è limitato ad osservare che si tratta di "un processo iniziato da qualche tempo con gli amici e colleghi di Rimini che, in qualche modo, prescinde da questa situazione ed è giusto mantenerla separata". A giudizio di Cagnoni, "da un punto di vista industriale il nostro progetto ha sempre dichiarato di prescindere dalle questioni del Covid: naturalmente la pandemia non ha facilitato i problemi che erano aperti. In modo particolare, per quanto riguarda le ipotesi di sviluppo nel campo più grande degli investimenti da parte della nuova società quando sarà unificata - ha aggiunto - è chiaro che le risposte del Governo e le difficoltà incontrate in questi anni di tragedia evidentemente rendono più faticoso il cammino". Ad ogni modo, ha concluso il presidente di Italian Exhibition Group, "dal punto di vista industriale tutte quelle ragioni rimangono valide: da un certo punto di vista potrebbero trovare anche una giustificazione più forte dal progetto".

 

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