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Rimini, la provincia lancia un "Piano scuola 2025" anno in cui potrebbero esserci 16mila studenti alle superiori

La popolazione scolastica soprattutto delle superiori risentirà fra qualche anno del calo demografico, serve flessibilità e capacità di adattamento

Attualità Rimini | 11:16 - 11 Maggio 2021 Immagine di repertorio Immagine di repertorio.

Un "Piano scuola 2025" studiato per rispondere alle sfide e alle necessità soprattutto degli alunni delle scuole superiori. Il presidente della Provincia di Rimini Riziero Santi in una nota parla dell'aumento della popolazione scolastica, ma anche di una nuova e più ampia concezione di scuola superiore. "Abbiamo scuole all'altezza dei tempi e dei cambiamenti in atto?" si chiede Santi "Qual è lo stato dell'arte e quali sono le esigenze attuali e di prospettiva? Saranno in grado le nostre 25 scuole superiori di reggere la crescita di popolazione scolastica prevista almeno fino al 2025 e il distanziamento richiesto attualmente dalle norme?"

Nonostante si pensi che ci sia in corso un forte calo demografico, per ora non è così. 
"Analizzando la serie storica della popolazione residente" dice Santi "è evidente che il trend dei nati in provincia di Rimini sia in continua e costante decrescita dal 2010 ad oggi (dai 3.211 nati nel 2010 si contano 2.156 nati nel 2020). Questo calo costante che si registra ormai da 11 anni non può che ripercuotersi negli andamenti attuali e futuri degli studenti iscritti nelle scuole. A partire quindi dall'analisi del trend dei nati in provincia e, in generale, dall'evoluzione negli ultimi 11 anni di tutta la popolazione residente tra i 0-18 anni ed esaminando come questo cambiamento della popolazione stia già influenzando le dinamiche degli iscritti nelle scuole primarie e secondarie di I grado, è possibile fare delle ipotesi di quello che sarà lo scenario dell'evoluzione della scuola secondaria di II grado nel prossimo decennio. Gli effetti negativi della dinamica delle nascite hanno iniziato ad evidenziarsi negli iscritti nella scuola primaria a partire dall'anno scolastico 2017/18 e nella scuola secondaria di I° grado nell'anno scolastico 2020/21 dove i trend di crescita si sono interrotti."
"La crescita degli studenti delle scuole secondarie di II° grado, che è passata dai 13.303 iscritti nell'anno scolastico 2010/11 ai 15.148 iscritti dell'anno scolastico 2020/21, si ipotizza continuerà fino all'anno scolastico 2024/25 in cui si stima raggiungerà il picco di circa 15.900 studenti iscritti. A partire dall'anno scolastico 2025/26 il trend di crescita sarà interrotto a causa degli effetti delle dinamiche demografiche delle nascite che inizieranno ad evidenziarsi in maniera graduale e interesseranno in principio solamente le prime classi. Dal modello si stima come nell'anno scolastico 2030/31 avremo un numero di studenti iscritti nelle scuole secondarie di II° grado pari ai livelli registrati negli anni 2011 e 2012. Quindi, nell'anno scolastico 20/21 abbiamo 15.148 studenti nelle scuole secondarie di II° grado, suddivisi in 9 poli scolastici, 25 plessi e 724 aule. Nell'anno 21/22 avremo 600 studenti in più e nel 24/25 raggiungeremo i 16.000 studenti, per poi scendere progressivamente negli anni successiv
i".

Questo andamento altalenante richiede flessibilità e capacità di adattamento. Il presidente Santi plaude alle scelte fin qui fatte, una su tutte la realizzazione dei Poli scolastici che, dice il presidente, dovranno evolvere in Campus.
Tra le sfide prossime future per le scuole il presidente indica:
- la realizzazione di nuovi plessi scolastici
- digitalizzare le scuole
- lo sviluppo e la qualificazione dei servizi interni e degli spazi esterni alle strutture: laboratori, biblioteche e luoghi di studio, palestre, mense
- l'ampliamento delle fasce orarie giornaliere di fruizione delle scuole
- la possibilità di un utilizzo delle strutture scolastiche durante tutto l'arco dell'anno, per esempio nei periodi estivi con attività ludiche, studio e sport, campi estivi, sostegno allo studio (come già qualche scuola fa)
- una revisione del concetto di aula, prevedendo luoghi più ampi e modulari 
- la probabile mobilità fra licei, istituti tecnici e scuole professionali.

Un Piano Scuola 2025 quindi che possa guidare nelle scelte dei prossimi anni e "porre le basi per quelle dei prossimi dieci."

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