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Elezioni Rimini: primarie Pd, 72 ore per decidere. Ma dubbi da Bologna: "rischiano di dividere"

Calvano: "Non possiamo regalare Rimini al centrodestra dopo 10 anni in cui l'amministrazione Gnassi ha cambiato volto alla città"

Attualità Rimini | 13:02 - 09 Maggio 2021 Jamil Sadegholvaad ed Emma Petitti Jamil Sadegholvaad ed Emma Petitti.

A Rimini serviranno ancora 72 ore di tempo al centrosinistra per stabilire se procedere con le primarie oppure concentrarsi su un candidato unico. Intervistato dall'edizione riminese del Resto del Carlino, Paolo Calvano, segretario regionale del Pd, spiega: "Ci siamo presi 72 ore di tempo per verificare se esiste una strada che eviti le primarie a Rimini". "Dobbiamo provarci, per il bene di Rimini e dei riminesi". Nel Pd i pretendenti nella corsa alla guida dell'amministrazione comunale riminese sono due: il "delfino" del sindaco uscente Andrea Gnassi, l'assessore Jamil Sadegholvaad, ed Emma Petitti, ex deputata e presidente del consiglio regionale. "Non ho in tasca soluzioni precostituite, nomi non ne faccio - dice Calvano - Mi sono preso una grande responsabilità, ma sono convinto che in questa fase tutti i dirigenti del partito, a livello locale, regionale e nazionale, debbano sforzarsi di cercare una soluzione autorevole e alternativa alle primarie". Quanto al 'timore' delle primarie, Calvano risponde che "a differenza di altre città, e penso a Bologna, qui le primarie rischiano di dividere anziché unire, di restringere il campo anziché allargarlo. Non possiamo regalare Rimini al centrodestra dopo 10 anni in cui l'amministrazione Gnassi ha cambiato volto alla città e fatto tante buone cose. Le primarie a Rimini rischiano di essere un burrone". Se il candidato unitario non si dovesse trovare, "allora il Pd martedì sera approverà il regolamento per svolgere le primarie". 

 

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