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Cattolica: immobile confiscato alla mafia diventerà una casa popolare

Diventato di proprietà del comune, sarà gestito da Acer

Attualità Cattolica | 14:14 - 30 Aprile 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Con un verbale siglato nei giorni scorsi, diventa di proprietà del Comune di Cattolica l'immobile confiscato in via Ex Saludecese, nei pressi dello svincolo autostradale. Il documento che segna il trasferimento dell’immobile al patrimonio di Palazzo Mancini è stato sottoscritto tra i rappresentanti dell’ANBSC (Agenzia Nazionale per l'Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata), dell’Agenzia del Demanio e dell’Amministrazione Comunale. Si sblocca, dunque, una vicenda lunga oltre un ventennio. Il bene venne confiscato, infatti, nel 2001 dal Tribunale di Bari. Il riutilizzo sociale sociale dell’immobile è da sempre stato auspicato dell’attenzione locale, con l’impegno dell’Amministrazione all’interno dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata, di Avviso Pubblico, e nell’ascolto delle associazioni antimafia del territorio, come Libera Rimini. Rimane, tuttavia, un ultimo “scoglio” da superare: seppure, l’immobile risulta, infatti, attualmente occupato da un altro inquilino. A tale proposito, l’Amministrazione sta valutando quale tipo di azione intraprendere.

HOUSING SOCIALE. Il Comune, nel frattempo, ha elaborato un progetto housing sociale per far fronte all'emergenza abitativa in un'ottica di “turnover” per rispondere alle diverse esigenze del territorio, il tutto in stretta collaborazione e sinergia con il Distretto Socio-Sanitario di Riccione. La gestione dell'immobile verrà affidata ad Acer Rimini, nell'ambito della convenzione per la gestione degli immobili ad uso abitativo non compresi nell'edilizia residenziale pubblica. Competerà ad Acer l'allestimento e l'acquisto degli arredi nel rispetto della vigente normativa in materia socio-sanitaria, nonché gli adeguamenti per il superamento delle barriere architettoniche ed eventuali ausili per la disabilità motoria.

DA BENE CONFISCATO A BENE COMUNE. “Siamo pronti – commenta il Primo cittadino Mariano Gennari – a donare una vera e propria seconda vita a questa costruzione, un riutilizzo in chiave sociale che possa avere ricadute positive sul tessuto cittadino. Siamo estremamente soddisfatti di essere venuti a capo di questa vicenda rimasta impigliata per anni tra i legacci della burocrazia. Si tratta di una vittoria della società sana, della legalità, che mi sento di condividere con i rappresentati locali delle associazioni antimafia. Adesso inizia un nuovo percorso altrettanto importante, ovvero quello di rendere pienamente fruibile questo bene e valorizzarlo per trasformalo da bene confiscato a bene comune. Ringrazio per l’impegno che hanno profuso i dirigenti e gli uffici comunali. Anche la deputata Giulia Sarti è stata al nostro fianco in questo percorso”. E proprio la Sarti, membro della IIª Commissione Giustizia alla Camera, aggiunge che “si tratta di un primo passo per riaffermare la presenza dello Stato e la volontà degli Enti locali di togliere spazio alla criminalità sul territorio. La legge 109/96 per il riutilizzo dei beni confiscati alle mafie ha compiuto 25 anni, l’impegno deve essere quello di mantenere sempre alta l’attenzione sul tema. Troppo spesso, infatti, questi immobili rimangono per anni, a volte decenni, senza destinazione. Accorciare le tempistiche e riconvertire questi patrimoni al bene sociale deve essere l’obiettivo da perseguire”.

 

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