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MotoGp, Enea Bastianini: '18 punti in tre gare, punto alla top ten. Il Mondiale? Spero entro cinque anni'

Il pilota riminese: 'La Desmodieci è un fulmine. Rossi un esempio. La famiglia e Alice mi sono di grande supporto'

Sport Rimini | 14:40 - 30 Aprile 2021 Enea Bastianini (foto dal Facebook dell'asso riminese) Enea Bastianini (foto dal Facebook dell'asso riminese).


Ai microfoni di Eurosport Italia, Enea Bastianini, campione del mondo Moto2 in carica e pilota alla prima stagione in MotoGP con il team Ducati Avintia Esponsorama, si è confessato alla vigilia della quarta gara del mondiale a Jerez de la Frontera.

Enea Bastianini, come stai vivendo queste belle settimane in MotoGP e ti aspettavi di partire così forte?
“Mi sto adattando sempre di più, la Ducati è una moto bella complicata non è stato facile immediatamente prenderci le misure. Se mi aspettavo di fare 18 punti dopo tre gare? Ci speravo di partire con questi risultati, anche se finché non lo fai non lo puoi sapere, me lo immaginavo. Abbiamo fatto dei buoni risultati e voglio continuare così e far sempre meglio”.
Qual è l’aspetto sul quale stai lavorando di più insieme alla tua squadra?
“Per ora il mio tallone d’Achille è la qualifica perché non riusciamo a fare un giro veramente veloce. Devo capire il limite della gomma e capire come farla funzionare solo per un giro e anche la partenza perché è una fase molto importante che non sono riuscito a fare nel migliore dei modi e in MotoGP è determinante perché poi recuperare non è facile”.
Nei primi tre GP in MotoGP hai raccolto più del triplo dei punti di Valentino Rossi. Ti colpisce questo dato e soprattutto che effetto ti fa sfidare in pista una leggenda del motociclismo?
“Non me lo sarei mai immaginato di correre con Valentino, pensavo smettesse prima invece ha tanta forza di volontà è ancora veloce e fa effetto vederlo ancora in MotoGP. In Portogallo ho avuto modo di studiarlo un po’ più da vicino, avendo fatto metà gara insieme poi dopo si è steso ma guidava bene, andava forte”.
La Ducati era il tuo sogno da bambino e Stoner uno dei tuo idoli. Che sensazioni hai provato la prima volta che sei salito sulla Desmosedici e che tipo di moto è?
“La prima volta sulla Desmosedici non la dimenticherò mai, non mi aspettavo così tanta potenza, è veramente veloce, il cambio è incredibile è tutto incredibile: la potenza del freno è un mondo a parte. Poi quando ci entri nel dettaglio e capisci come farle a funzionare ti rendi conto che ci vuole tempo ma mi sono divertito sin dalla prima uscita e non mi sembra vero”.
Il tuo manager Carlo Pernat ti ha definito un mix fra Dovizioso e Biaggi. Ti rivedi in questo paragone?
“Francamente io mi sento Enea Bastianini. Pernat, a volte, svariona un po’. Io credo che ogni pilota ha le sue peculiarità, Andrea ne ha determinate, Max altre... In realtà non mi ci rivedo, le persone che mi conoscono sono molto poche, Carlo mi conosce bene e secondo me si era bevuto qualcosa...”
Da quando corri nel mondiale in ogni stagione hai raccolto almeno un podio. In MotoGP lo vedi un obiettivo realizzabile oppure in questo momento è un po’ troppo?
“Non è il nostro obiettivo al momento, anche se nel caso in cui mi trovassi in battaglia per il podio non mi tirerei sicuramente indietro però l’obiettivo è migliorarsi gara dopo gara fino a che, magari a fine campionato, ci potremmo giocare qualche podio sarebbe sicuramente bello però mi sembra un po’ troppo precoce per parlarne ora”.
Nel 2021 sarai contento se...
“Sarei contento di chiudere il campionato fra i primi 10 e soprattutto migliorando gara dopo gara, arrivare in fondo che abbiamo imparato qualcosa...”
Hai ereditato da Dovizioso il capotecnico (Alberto Giribuola, ndr) e la squadra come procede il lavoro con loro?
“Mi sto trovando molto bene, in MotoGP mi ero spaventato di tutto il lavoro che c’è dietro m’avevano messo tanta pressione mentre invece devo dire che è un clima sereno dove si riesce a lavorare bene. Alberto e Dario, i miei due ingegneri di Ducati, sono entrambi molto bravi come anche i meccanici del team quindi procede tutto alla grande sicuramente c’è più lavoro da fare rispetto a Moto2 e Moto3. C’è tanta più elettronica, più cose da gestire ma lo si fa per andare forte quindi non pesa ma è anche divertente”.
Sei salito su una minimoto la prima volta a tre anni e tre mesi, quasi 20 anni dopo ti sei laureato campione del mondo. Quanto è stato gratificante raggiungere un traguardo così grande dopo un percorso?
“Per me voleva dire tanto riuscire a diventare campione del mondo. Era nato come un sogno, come qualcosa quasi di irrealizzabile mentre da quando sono arrivato in Rookies Cup e poi alla Moto3 ho iniziato a capire che il sogno poteva diventare realtà fino a che ci siamo riusciti l’anno scorso. In Moto3 purtroppo non ci sono riuscito ma in Moto2 ho dimostrato di potercela fare”.
Molti magari lo ignorano, ma dietro un pilota ci sono tanti sacrifici da parte in primis della famiglia...
“E’ così, è uno sport particolare il motociclismo. E' impegnativo sempre per iniziare, se non hai sponsor fai fatica ad andare avanti e quindi servono soldi, tanto impegno e una famiglia che ti sostiene. Io credo che i miei genitori (babbo Emilio e mamma Antonella, ndr) hanno festeggiato forse anche più di me, nel senso che era un sogno mio ma lo era anche per loro perché sapevano che era quello che volevo, che ciò che voglio è essere veloce e vincere e averlo fatto li ha resi orgogliosi di me e di quello che abbiamo creato insieme. Nel corso d’opera ho conosciuto anche la mia ragazza Alice, che penso mi abbia aiutato molto nella mia crescita”.
L’ultimo pilota romagnolo a vincere un mondiale prima di te è stato Marco Simoncelli. Hai raccontato che, dopo l’ultima gara, suo babbo Paolo si è fermato per aspettarti in aeroporto e abbracciarti… Cos’è per te il Sic?
“Il giorno in cui ho vinto il titolo è stato incredibile, un’esplosione di emozioni continua. Abbracciare Paolo è stato strano, perché è una cosa che ha provato anche lui per suo figlio e, quindi, cosa c’è di più no... Soprattutto il fatto di essere romagnoli, io mi reputo diverso a livello umano, c’abbiamo qualcosa di diverso da tutte le altre persone, siamo un po’ particolari. Cosa penso del Sic? Era un grandissimo pilota sarebbe stato bello poterlo incontrare in MotoGP e credo che a questo punto sarebbe pluricampione del mondo”.
Per diversi anni in gioventù ti sei diviso fra motociclismo e i tuffi. Hai addirittura partecipato a gare internazionali con la Nazionale giovanile. Cosa ti ha insegnato questo sport?
“E’ molto diverso ed è un blocco mentale continuo me lo ricorderò sempre e ogni volta che c’è da fare un tuffo nuovo, non sai cosa aspettarti. Mi ha aiutato molto a livello psicologico e anche a livello atletico perché ero veramente snodato una volta, anche adesso ma una volta facendolo a livello agonistico era incredibile come anche quando mi capitava di cadere riuscissi a non farmi male e a non avere conseguenze. Poi era diventato tutto un po’ troppo impegnativo e ho dovuto smettere perché il mio obiettivo era un altro”.
Hai mai pensato di avere un futuro, magari di andare un giorno alle Olimpiadi?
“In realtà da più piccolo ci avevo pensato però poi non mi è mai più venuto in mente. C’è stato un punto della mia vita a 10-11 anni che ero bravo e la mia preparatrice e il Coni di Roma volevano portarmi in alto per farmi arrivare alle Olimpiadi però nel mio piccolo io non ho mai avuto dubbi su cosa volessi fare”.
Hai anche avuto il privilegio di tuffarti con Tania Cagnotto. Che ricordi hai di quella giornata?
“E’ stata una giornata fantastica, perché era all’apice della sua carriera era molto amica della mia allenatrice Alicia Carettero, 11 volte campionessa europea di tuffi, quindi anche lei molto brava e ci siamo divertiti sono stati anni belli”.
Il Mondiale MotoGP se lo giocano…
“Sicuramente Quartararo, Bagnaia, Vinales e Mir se lo possono giocare fino alla fine. Marquez? Potrebbe venir fuori ma ancora dovrà trovare la confidenza con la moto”
In Moto2 il tuo successore sarà…
“Se non fa errori Sam Lowes è molto probabile. Se no mi gioco Gardner e Bezzecchi”.
Se ti immagini fra cinque anni ti vedi…
“Spero di nuovo campione del mondo”.

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