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Spaccio stupefacenti, Carabiniere assolto dopo 13 anni

All'epoca dei fatti il 45enne era in servizio a Rimini

Cronaca Rimini | 17:25 - 29 Aprile 2021 Corte di Cassazione Corte di Cassazione.


Giunge a un epilogo la vicenda che ha coinvolto, in un lungo e travagliato calvario giudiziario durato 13 anni, Omar Di Nardo, 45enne appuntato dei carabinieri di Chieti, assolto in via definitiva dalla Corte di Cassazione di Roma. Cadono tutte le accuse su una presunta attività illecita per sostanze stupefacenti, durante il periodo di servizio trascorso presso il nucleo investigativo dei carabinieri di Rimini. A quell’epoca, infatti, Di Nardo era impegnato in diverse operazioni anti-droga, che venivano condotte grazie anche alle segnalazioni di un pluripregiudicato albanese di livello internazionale che per un lungo periodo si è trovato a collaborare con i carabinieri passando notizie utili all’arresto di decine e decine di spacciatori, molti dei quali di livello anche internazionale, e al sequestro di ingenti quantitativi di droga.

A partire dalle stesse rivelazioni, la Procura di Rimini ha avviato lunghe e approfondite indagini, comprensive anche di intercettazioni telefoniche e ambientali, controlli bancari e pedinamenti, accertamenti culminati nel 2008 con l’avvio di un procedimento penale a carico di Di Nardo, insieme al suo capitano e al luogotenente. A loro venivano imputati cinque episodi di detenzione e spaccio di rilevanti quantità di stupefacenti e comportamenti illeciti rispetto alla normativa che prevede gli acquisti di droga sotto copertura. “Sin dagli inizi del giudizio di primo grado, la difesa si è basata sull'inattendibilità di segnalazioni fornite da un pluripregiudicato che, nonostante la collaborazione con le forze dell’ordine, continuava i propri traffici illeciti – ha commentato l’avv. Giovanni Chiarini, difensore di Di Nardo – Inoltre, i carabinieri si trovavano nel pieno svolgimento della loro professione rivolta alla prevenzione e repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti”.

Assolto sia in primo grado, sia in appello, la Corte di Cassazione di Roma conferma la sentenza assolutoria e proscioglie definitivamente tutte le accuse a carico dell’appuntato Di Nardo, il quale ha comunque continuato a lavorare con abnegazione, partecipando anche recentemente a brillanti operazioni antidroga. “Un grande risultato per il nostro assistito e per la sua reputazione compromessa in questi anni di accuse ingiuste, infamanti e prive di qualsiasi fondamento, che riempie di soddisfazione anche il nostro Studio impegnato nella sua difesa e determinato a mettere fine a questo lungo calvario giudiziario. Troppo spesso si sente lamentare, da parte dei cittadini, una scarsa efficienza negli interventi degli appartenenti alle forze dell’ordine, senza considerare che costoro, oltre a rischiare la propria incolumità, sono intimoriti dal rischio di essere sottoposti a procedimento penale per ogni nonnulla e costretti ad anticipare di tasca propria gli onorari degli avvocati che li difendono, che verranno rimborsati dopo anni e solo in caso di assoluzione piena, come nel nostro caso ”, ha concluso l’avv. Chiarini.

 

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