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Accusati da un informatore, Carabinieri a processo: Cassazione ribalta la condanna

Processo d'appello da rifare, gli imputati sono un capitano, un maresciallo e un appuntato

Cronaca Rimini | 15:23 - 28 Aprile 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Processo da rifare in Appello per tre carabinieri, un capitano, un maresciallo e un appuntato, che all'epoca dei fatti, nel 2008, erano in servizio presso il comando provinciale di Rimini. La Corte di Cassazione ha infatti accolto il ricorso degli avvocati Marco Ditroia del Foro di Rimini e Giovanni Chiarini del Foro di Pesaro Urbino, rinviando ad un nuovo processo di secondo grado. Le accuse iniziali per i tre carabinieri erano quelle di spaccio di droga in concorso e falsi verbali di arresto.

La Procura  ne aveva chiesto il rinvio a giudizio basandosi sulle dichiarazioni di un informatore dei carabinieri, un cittadino albanese, e su alcuni falsi in verbali di arresto. L'albanese avrebbe raccontato di come i tre carabinieri gli dicessero di comprare la droga, fino a mezzo chilo di cocaina, a volte anche pagandola 20-30 mila euro, dagli spacciatori da incastrare. Spacciatori che poi i militari arrestavano sul fatto. L'obiettivo dei carabinieri, insomma, secondo l'accusa, era quello di totalizzare un alto numero di arresti per spaccio e per farlo si sarebbero serviti dell'albanese, che acquistava la droga "su ordine" dei militari.

Assolti in primo grado dal Gup di Rimini, i tre militari erano stati quindi condannati in secondo grado, ma la Cassazione ha accolto il ricorso dei difensori basato sulla contestazione che la prova decisiva, ossia le dichiarazioni dell'albanese, sarebbe dovuta essere raccolta in una nuova istruttoria anche in Appello per essere ammessa. Inoltre per l'accusa di spaccio i tre carabinieri sarebbero stati definitivamente assolti.



 

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