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San Marino riapre, a Rimini si pranza di fuori sotto l'ombrello: i due scenari a pochi km

Gianni Indino presidente della Confcommercio: "Queste riaperture in Italia sono un palliativo"

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Attualità Rimini | 15:18 - 27 Aprile 2021 Gianni Indino al ristorante con l'ombrello Gianni Indino al ristorante con l'ombrello.

Da ieri (lunedì 26 aprile) San Marino non ha più il coprifuoco. Bar e ristoranti sono aperti senza limiti d'orario e inoltre il governo valuta la riapertura dei locali da ballo, per l'estate, con protocolli per evitare gli assembramenti. Grazie a una campagna vaccinale a tappeto, la curva epidemiologica sul Titano è in forte discesa e ciò ha permesso un allentamento delle restrizioni. Non così nella vicina Provincia di Rimini, che peraltro negli ultimi due giorni ha fatto invece registrare un aumento di contagi. E anche i virologi locali sono fortemente contrari alle riaperture, temendo una nuova crescita della curva, nuovi decessi e crescita dei ricoveri. A pochi km di distanza dunque si vive in due scenari agli opposti. A San Marino gli operatori sono fiduciosi nella ripresa, i media nazionali mettono sotto i riflettori la Repubblica del Titano "che riapre tutto".  A Rimini, invece, c'è chi pranza al ristorante, sotto la pioggia, con l'ombrello: é Gianni Indino, presidente della locale Confcommercio, che ha postato l'immagine sui propri profili social. "La riapertura solo all'aperto è un palliativo per ristoratori e baristi, ci aspettiamo che le condizioni della curva epidemiologica migliori e che presto si possa arrivare anche da noi all'eliminazione di quella parola che ci ricorda un periodo bellico che non vogliamo ricordare, il coprifuoco, un provvedimento iniquo e non propedeutico al contrasto del Covid", evidenzia Indino. Sulla concorrenza del TItano, favorito dalle misure meno retrittive (un riminese può scegliere di andare a cena a San Marino, rispettndo il coprifuoco, potendo scegliere di cenare al chiuso), Indino è laconico: "Mi rendo conto che se il nostro governo sbaglia e mette in atto delle pratiche a nostro avviso controproducenti per il turismo, l'economia e il territorio, non vedo perché io debba attaccare la Repubblica di San Marino per le sue scelte". L'unica soluzione è potenziare la campagna vaccinale. Si riparlerà, presto, della possibilità di vaccinare quantomeno i lavoratori frontalieri riminesi: "Ma facciamo leva sul nostro orgoglio di imprenditori del territorio, mettiamoci al lavoro per mettere nelle condizioni il nostro governo di operare in una direzione specifica: vaccinare, togliere il coprifuoco e mettere nelle condizioni le imprese di poter lavorare". 



 

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