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Percorso ciclabile lungo il Rio Melo, i dubbi del Wwf che denuncia: "area lasciata al degrado"

Gli ambientalisti chiedono un progetto con rigorosi studi preliminari

Attualità Riccione | 14:38 - 24 Aprile 2021 Rio Melo Rio Melo.

Il Wwf Rimini esprime la propria contrarietà al progetto di realizzazione di un percorso ciclabile lungo il Rio Melo, che collegi Riccione a Coriano, con la preoccupazione in primo luogo che la realizzazione, "in aree sensibili come quelle fluviali", sia lasciata "all'improvvisazione e all'entusiastico impegno di volontari". Servono precisi studi preliminari, rigorosi accordi con i proprietari dei terreni (il percorso nel comune di Coriano si sviluppa soprattutto su di essi) e una precisa progettazione esecutiva. Nella prima fase è necessario, evidenzia il Wwf, il coinvolgimento di botanici, zoologi e agronomi, "che indirizzino correttamente e con l'impatto minore possibile l'andamento del tracciato". Il Wwf accusa il mancato coinvolgimento dei proprietari, ma non solo: "Il tracciato ha coinvolto l' Area di riequilibrio ecologico Rio Melo deliberata dalla Provincia nel 2011, senza alcun accordo formale e sostanziale con gli enti interessati".

Sul progetto, il Wwf Rimini pone comunque molti dubbi: "Gran parte del tracciato a monte dell'autostrada verrà ricoperto dalle acque di piena, trasformando il sentiero in una fascia fangosa impraticabile. L'esposizione alle piene dei sentieri costruiti in aree di esondazione costituiscono un fattore negativo determinante per la loro realizzazione, osteggiata per questo motivo in primo luogo dall'Autorità di bacino". Prosegue la nota del Wwf: "I ponticelli di attraversamento del Rio Besanigo e dei fossati, non autorizzati come gran parte del tracciato, saranno inevitabilmente travolti dalle prossime piene in quanto a ridosso dell'alveo, se non preventivamente rimossi dalla Autorità di bacino come ostacolo al deflusso delle acque. Sono stati talvolta utilizzati materiali di risulta non compatibili con le caratteristiche dell'ambiente. Sono questi alcuni motivi per cui di norma i sentieri pedonali non vengono realizzati a ridosso dei piccoli corpi idrici di pianura, preferendo le testate degli argini o la rete di carraie pubbliche quando esistenti".

Il Wwf invita infine a pretare attenzione allo stato in cui versa la zona: " Abbiamo riscontrato scarichi fognari, abbondanti rifiuti tra i quali detriti e macerie che tappezzano ampi tratti di alveo, pneumatici, plastiche di varia natura, lastre di eternit, carcasse di animali domestici. Il percorso sfiora abusi edilizi di varia entità e manufatti improvvisati in rovina con funzioni indefinibili, cataste di alberature abbattute e avanzi vegetali di risulta". Inoltre alcuni proprietari terreni, spiega la nota, "spingono le colture fin sull'alveo eliminando ogni forma di vegetazione, lasciando via libera all'erosione delle sponde".


 
 

 

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