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Bellaria: bando con contributi per piscine, palestre e associazioni sportive

Tra i requisiti richiesti, almeno cinquanta tesserati al 31 dicembre 2019 e nel 2020 entrate inferiori almeno del 30% rispetto al 2019

Attualità Bellaria Igea Marina | 12:57 - 22 Aprile 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.

L’amministrazione comunale di Bellaria Igea Marina ha annunciato, nei giorni scorsi, una serie di nuove iniziative a sostegno delle famiglie e delle attività maggiormente colpite dal perdurante stato di emergenza legato alla pandemia. A inizio settimana è stato pubblicato il secondo bando  – con il primo sono già stati distribuiti 132.000 euro - che disciplina l’erogazione di rimborsi per la Tari: allargata la platea dei potenziali beneficiari e stanziati allo scopo 48.000 euro di risorse comunali.

Pronta anche un’ulteriore misura, con la pubblicazione nelle prossime ore, sul sito internet istituzionale, dell’avviso pubblico per la concessione di contributi a fondo perduto destinati agli impianti sportivi privati di Bellaria Igea Marina.

Il bando da 40.000 euro nasce "dalla consapevolezza che i soggetti gestori di queste strutture, tagliati fuori dalle misure rivolte a chi gestisce impianti pubblici, siano da mesi alle prese con le medesime difficoltà, aggravate da costi di gestione rimasti spesso invariati pur a fronte di una forte riduzione del volume di lavoro", rileva l'amministrazione comunale. 

I contributi sono destinati a impianti, palestre e piscine di proprietà privata, gestiti da associazioni o società sportive dilettantistiche; tra i requisiti richiesti, l’aver annoverato alla data del 31 dicembre 2019 almeno cinquanta tesserati e l’aver registrato nel 2020 entrate inferiori almeno del 30% rispetto all’anno precedente.

In linea con i principi alla base del bando, il contributo erogato sarà calcolato sulla base sia delle minori entrate dell’anno 2020, date dall’impossibilità totale o parziale di esercizio delle pratiche sportive negli impianti causa pandemia, sia delle spese di gestione: ivi compresi i maggiori costi sostenuti lo scorso anno dalle società per ottemperare ai protocolli di sicurezza imposti dalla lotta al Covid-19.

 

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