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Covid: "Guerriglia" a Milano, indagato anche rapper Baby Gang

Neima Ezza si raccontava in un'intervista video: "Mi hanno arrestato anche a Rimini"

Attualità Milano | 12:43 - 16 Aprile 2021 Rapper Rapper.

Una settimana dopo la guerriglia di San Siro, finiscono sotto indagine i giovani sospettati di aver lanciato sassi, bottiglie e bastoni contro la polizia. Tra gli iscritti nel registro degli indagati, anche il rapper 19enne "Neima Ezza", al secolo Amine Ezzaroui, l’italo marocchino che sabato 10 aprile aveva chiamato a raccolta via social circa 300 fan per girare le riprese del video di una sua canzone. 
 

"Dal 2012 fin ad ora, da quando avevo 11 anni, ogni estate l'ho passata o in galera o in comunità". Così Zaccaria Mouhib si raccontava in un'intervista video caricata su YouTube. "Sono cresciuto più in casa famiglia che in famiglia, da quando avevo 10 anni fino ad ora sono stato collocato in comunità, a casa portavo sempre problemi e denunce". Spiegava cha già da bambino "non volevo sentirmi un peso per la mia famiglia" e da lì prese la decisione di andarsene di casa e di creare una "gang di sopravvivenza" con altri ragazzi. "Andavamo a rubare al supermercato - - ha raccontato ancora -, quando avevo 12 anni siamo andati a Torino, siamo entrati in un negozio di vestiti e abbiamo riempito intere borse e mi hanno portato in comunità". E ancora: "Mi hanno arrestato anche a Rimini". Ha girato diverse comunità in varie regioni. "Pensavano che mi avrebbero cambiato - ha aggiunto -, invece non mi hanno cambiato, la galera non serve a nulla, entri per una rapina e poi sai pure spacciare".

 

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