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Immobili venduti parzialmente in nero e denaro 'ripulito' tra Rimini e San Marino: 9 indagati

Sequestro per equivalente di 7,6 milioni di euro. Reati ipotizzati la bancarotta fraudolenta e il riciclaggio

Cronaca Rimini | 12:17 - 13 Aprile 2021 Guardia di Finanza di Rimini al lavoro - nella gallery uno schema del riciclaggio Guardia di Finanza di Rimini al lavoro - nella gallery uno schema del riciclaggio.

Bancarotta fraudolenta, reati tributari e riciclaggio di denaro tra Italia e San Marino. Operazione Brick Broken della Finanza di Rimini che ha dato esecuzione di un sequestro "per equivalente" di 7,6 milioni di euro.
La maxi operazione che riguarda Rimini e la Repubblica di San Marino, è partita da indagini relative al fallimento di un gruppo societario riminese, costituito da 12 società di edilizia residenziale. Il gruppo ha costruito tra Rimini, Bologna, Ferrara, Forlì, Pesaro ed Ancona.

Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore dr. Paolo Gengarelli e svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, hanno permesso di scoprire che le società ricevevano pagamenti in nero per gli immobili venduti. I soldi venivano versati ad una banca di Rimini, poi i funzionari li portavano presso una fiduciaria a San Marino che quindi li depositava in una banca sammarinese. Da quell'istituto di credito partivano i bonifici verso la banca riminese da cui tutto era partito. I movimenti erano documentati da ricevute fatte ad arte, per mascherare le operazioni e impedire di associare il giro di denaro al gruppo edile fallito.
Il presidente pro tempore del Cda della banca è poi diventato anche presidente del collegio sindacale della principale società fallita. In questo modo l'istituto di credito poteva beneficiare dei fondi neri, investiti in obbligazioni emesse dalla stessa banca. Circa 20 milioni di euro sono stati sottratti al fallimento, con questo modus operandi.

Il sequestro preventivo riguarda i principali indagati per un importo di 7,6 milioni di euro.

Le 9 persone indagate devono rispondere di vari reati. Per la bancarotta fraudolenta il patron del gruppo edile (indagato anche per l’omesso versamento delle imposte), il tesoriere, due membri del collegio sindacale, di cui uno è stato Presidente pro-tempore del C.d.A. della banca coinvolta, nonché il genero del patron. Per riciclaggio sono indagati invece due funzionari di banca e il fratello del patron; mentre per favoreggiamento, per aver ostacolato le indagini, risulta indagato il responsabile dell’area controlli dello stesso istituto.

"L’operazione Brick Broken" si legge nella nota delle Fiamme Gialle "è ulteriore riprova dell’incisivo ruolo della Guardia di Finanza, quale unico organo di polizia giudiziaria con competenze di polizia economico-finanziaria, che tutela gli operatori economici rispettosi della legge e delle regole del mercato, sia la finanza pubblica, ed in primis le entrate fiscali del Bilancio dello Stato, contrastando e prevenendo i più gravi fenomeni di riciclaggio di profitti di reato."

 

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