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Isole Covid Free con il vaccino: Rimini e Riccione unite nel dire no

"Nessun canale preferenziale, ma vaccinazioni uniformi" chiedono i sindaci Tosi e Gnassi

Attualità Rimini | 13:45 - 10 Aprile 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


Rimini e Riccione unite per difendersi dalla concorrenza che potrebbe generarsi con una vaccinazione in via preferenziale riservate alle isole italiane, per renderle territori "Covid Free" e incentivare il turismo. Un'ipotesi che non è stata scartata dal ministro del turismo Garavaglia. Così, sia il sindaco riminese Gnassi che quello riccione Tosi dicono no all'ipotesi, chiedendo una linea comune e uniforme sulle vaccinazioni, partendo ovviamente dalla messa in sicurezza delle persone anziane e fragili. "Se si proteggono le persone più vulnerabili, a più alto tasso di mortalità, e se si aumentano le forniture di vaccini, sarà possibile trovare l'equilibrio per le aperture", commenta Gnassi. "Chiedere corsie preferenziali per il vaccino nelle isole per creare discriminazione e concorrenza tra località, francamente è assurdo", sono invece le parole della Tosi. Il primo cittadino di Rimini parla di proposta da "sovranismo vaccinale che serve poco al paese" ed evidenzia che "la stategia di contrasto al Covid non può procedere a macchia di leopardo, né prevedere canali discrezionali, ma deve avanzare secondo una linea comune, precisa, ordinata". Alcune regioni potrebbero infatti gestire le dosi in maniera diversa, privilegiando l'immunizzazione della popolazione delle isole e mettendosi in pole-position in vista della prossima stagione estiva. Quindi non è solo un problema di canali preferenziali per l'invio delle dosi, ma anche di regole uniformi, da parte del governo, per tutti. Regole che appunto non possono prescindere dalla necessità di tutelare gli over 65, la fascia più a rischio della popolazione.

 

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