Luned 10 Maggio07:45:59
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

I lavoratori dipendenti del riminese hanno il reddito più basso in Romagna

Lo evidenzia uno studio del Caf Cisl: "E sono i redditi penultimi in regione"

Attualità Rimini | 13:25 - 09 Aprile 2021 Foto di repertorio Foto di repertorio.


I lavoratori dipendenti della provincia di Rimini, anche nel 2019, sono quelli che registrano il reddito più basso in Romagna e in Regione sono penultimi, davanti solo alla provincia di Ferrara. "La Romagna rimane sempre fanalino di coda rispetto al resto della Regione e nella campagna fiscale appena iniziata ci aspettiamo purtroppo che la crisi avrà ulteriormente aumentato il divario con l'Emilia", spiega Francesco Marinelli, segretario generale della Cisl Romagna, analizzando i dati emersi dallo studio svolto dal CAF CISL Emilia Romagna, che esamina un campione di 38 mila dichiarazioni dei redditi 2019 effettuate da lavoratori dipendenti presso il CAF CISL in Romagna nel 2020, 1240 in più rispetto all'anno precedente. "Questi dati sono estremamente interessanti – continua il sindacalista – ed il campione utilizzato è assolutamente rappresentativo della realtà perché analizza circa il 8% dei dipendenti presenti in provincia".

REDDITO MEDIO LAVORATORI DIPENDENTI RIMINI "I lavoratori dipendenti della provincia di Rimini che si sono rivolti al CAF CISL hanno avuto nel 2019 un reddito medio di euro 18.328 euro – illustra Marinelli – il più basso tra le province romagnole, ed inferiore di 168 euro rispetto a quello registrato dall'indagine CAF nel 2017". La provincia di Rimini si classifica al 8°posto in Regione, con un reddito medio inferiore del 21% rispetto alla media regionale. Le province romagnole si classificano agli ultimi posti in Regione, davanti solo alla provincia di Ferrara (Ravenna al 6° posto; Forlì-Cesena al 7° posto; Rimini all'8 posto in Regione). "Le motivazioni di questo - specifica Marinelli -  sono da riscontrarsi principalmente alla presenza nei territori emiliani di settori merceologici a più alto valore aggiunto, che offrono stipendi più altri, determinando quindi anche redditi maggiori. Ma non solo, anche la qualità del lavoro incide sui bassi redditi e questo vale purtroppo soprattutto per le donne ed i giovani. Sono loro infatti ad avere il maggior numero di contratti a tempo determinato e stagionale, che determinano stipendi più bassi ed un minor numero di giornate lavorate".

DONNE E GIOVANI Il reddito medio delle donne nella provincia di Rimini è più basso del 21% rispetto alla media delle retribuzioni totali, dato in linea con quello regionale. "La qualità del lavoro svolto dalle donne incide fortemente sul loro reddito - evidenzia il segretario – impiegate principalmente nei settori dell'ortofrutta, dei servizi alle persone, del commercio e del turismo. Purtroppo ci aspettiamo un peggioramento, visto che i dati sull'occupazione femminile in Emilia Romagna evidenziano un calo a settembre 2020 del 3%, che equivale a circa 13 mila posti di lavoro in meno tra le lavoratrici dipendenti. La pandemia infatti ha determinato la perdita di numerosi contratti di lavoro a tempo determinato e stagionali, dove in maggioranza sono impiegate le donne".

Sul fronte delle denunce dei redditi dei lavoratori under 35 di Rimini,  precisa Francesco Marinelli,  "si riscontrano posizioni reddituali più basse del 41% rispetto alla media di tutti gli altri lavoratori". "Questo dato - afferma Marinelli - è principalmente dovuto a tipologie di lavoro precarie, ma soprattutto di una cultura dell'organizzazione del lavoro che vede i giovani penalizzati per molto tempo, anche oltre i 30 anni di età, senza possibilità di accedere a posizioni lavorative più gratificanti". 


 

< Articolo precedente Articolo successivo >