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Petitti: "Aiuti a ristoratori e ambulanti su costi fissi e dehors gratuiti anche dopo la pandemia"

"Comprendo la rabbia di chi ha delle attività economiche"

Attualità Rimini | 13:20 - 08 Aprile 2021 Persone in piazza per riaprire bar e ristoranti Persone in piazza per riaprire bar e ristoranti.

Le manifestazioni da parte dei ristoratori, degli ambulanti e di chi ha delle attività economiche che si sono tenute in questi giorni nelle diverse piazze delle città italiane, Rimini compresa, “sono comprensibili e non possono lasciare indifferenti chi ricopre ruoli istituzionali e decisionali” così Emma Petitti Presedente dell’Assemblea Regionale. E’ al Governo che si rivolge, "per sostenere settori purtroppo piegati da questa funesta situazione economica che si è andata a sommare a un periodo di crisi precedente slegato dalla pandemia, aggiungendo crisi alla crisi". Serve sostegno alle PMI, ai lavoratori autonomi e professionisti. Ammortizzatori “tarati” alle specifiche attività. Sostegno agli affitti e esenzione della tassa sul suolo pubblico per le attività come bar e ristoranti.
 

“Tralasciando i negazionisti  - spiega Petitti - e chi trova gusto ad esasperare un clima già di tensione, bisogna però guardare a quella platea di lavoratori davvero preoccupati di non arrivare a fine mese e di non poter più rialzare le serrande. Sono tanti, tantissimi, e fa male al cuore pensare che dietro a questi ci sono tante famiglie e anche giovani che nell’ultimo periodo avevano scommesso nell’avvio di attività in proprio, coronando magari un sogno.

È chiaro dunque che di fronte a una lacerazione così profonda del nostro sistema produttivo, a dei timori crescenti dei lavoratori e imprenditori, dev’essere garantito un insieme ancora più corposo e significativo di misure d’aiuto, a cominciare da un grande sostegno alla liquidità delle imprese per quanto concerne le PMI e i professionisti e lavoratori autonomi.

Dev’essere fatto tutto il possibile, anche perché i vaccini cominciano a farci intravedere la luce in fondo il tunnel. È l’ultima corsa ed è quindi urgente moltiplicare gli interventi di aiuto su tutte le molteplici attività che stanno soffrendo di più, e da più tempo, le restrizioni.

Le misure di sostegno, come ha ribadito anche oggi il Ministro al Lavoro Andrea Orlando in un’intervista, devono essere trasformate in politiche industriali e gli ammortizzatori devono essere tarati alle specifiche attività e devono essere estesi con uno sguardo lungimirante, guardando anche ai cambiamenti che si verificheranno una volta finita la pandemia, onde evitare di generare una perdita della forza lavoro. Ammortizzatori che devono essere allargati anche a quei lavoratori che oggi sono senza adeguate coperture.
 

Poi abbiamo il capitolo dei costi fissi, come ad esempio gli affitti a carico di esercenti e commercianti. In un periodo come questo, in cui si registrano veri e propri crolli di fatturato, è ovvio che l’affitto è una spesa che molto spesso si rivela insostenibile. Qui, a mio avviso, serve una mano ancora più consistente da parte dello Stato che tenga in considerazione le pesanti contrazioni dei fatturati. E’ un potenziamento necessario e indifferibile.

Guardo poi, ad esempio, anche al tema dehors. L’esenzione dal pagamento della tassa di occupazione del suolo pubblico da parte di bar e ristoranti penso che debba non solo essere estesa fino a fine anno, ma anche dopo, per gli anni a venire, quando il virus magari sarà finito, ma i danni economici avranno comunque lasciato delle ferite aperte che, come politica e istituzioni, abbiamo il dovere di rimarginare.

Infine, penso a tutte quelle attività che si possono svolgere all’aria aperta come i mercati ambulanti i cui operatori, proprio in questi giorni, hanno manifestato il loro malcontento. A Rimini so che hanno scritto al prefetto per ribadire, e portare all’attenzione del Governo, il drammatico momento che stanno vivendo. Per questo credo sia opportuno riflettere su eventuali allentamenti delle restrizioni per questo settore, pur mantenendo tutti i dovuti accorgimenti e cautele del caso”.

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