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Serie Netflix, avvocati della famiglia Muccioli: "diffamate immagine e memoria"

"Diffamazione e violazione delle leggi sulla privacy, sono per i famigliari di tutta evidenza"

Attualità Rimini | 13:27 - 07 Aprile 2021 Vincenzo Muccioli Vincenzo Muccioli.


La docu-serie SanPa di Netflix diffama "l'immagine e la memoria di una persona scomparsa, un grande padre e un uomo che ha dedicato la sua esistenza al Bene, violando altresì i più elementari principi di privacy. Tutto ciò ha investito gravemente la vita dei nostri due assistiti, i figli Andrea e Giacomo". È un passaggio della nota diffusa oggi dagli avvocati Alessandro Catrani e Francesca Lotti che rappresentano i due figli di Vincenzo Muccioli, Andrea e Giacomo, che hanno deciso di querelare il colosso dell'intrattenimento in streaming. "Dalla messa in onda della fiction - scrivono gli avvocati - la loro vita privata e quella dei loro familiari è stata travolta, da continue domande, richieste da parte di amici, conoscenti, persone comuni, sulla veridicità di quanto affermato e rappresentato nella docu-serie. Si sono trovati colpiti e feriti in quanto c'è di più prezioso: memoria, reputazione e onorabilità di un padre scomparso". 

"Netflix, grande multinazionale della comunicazione, ha prodotto e messo in onda in Italia e nel mondo una docu-serie televisiva sulla vita di Vincenzo Muccioli, padre dei nostri due assistiti Andrea e Giacomo Muccioli. Ciò a ben 30 anni dalla di lui morte. I figli del fondatore di Sanpa lamentano, innanzitutto, come, all'interno della docu-serie, Vincenzo Muccioli venga indicato come misogino e omosessuale", affermano i legali. "La causa della sua morte, inoltre, viene attribuita all'Aids - si legge - Ovvero ad un'infezione da Hiv, contratta a causa del suo stile di vita e dei suoi comportamenti privati. I familiari rilevano che nessuna di tali affermazioni, indiscrezioni, pettegolezzi, presentati a milioni di persone, è vera. Quindi ne lamentano la assoluta falsità".

Gli stessi familiari "lamentano come si diffami, al di là di ogni legittima opinione sulla vita e l'operato di Vincenzo Muccioli, l'immagine e la memoria di una persona scomparsa". Una vita privata "travolta" dopo la messa in onda della produzione. "La legge, però - scrivono gli avvocati - consente di porre rimedio a questa situazione. Consente di proteggere i privati cittadini dagli effetti, devastanti sulle loro vite, causati da una docu-serie realizzata da un gigante della comunicazione. Dal punto di vista giuridico e dal nostro punto di vista professionale, in questo caso anche umano, la querela che abbiamo presentato per conto dei fratelli Muccioli è a nostro avviso ineccepibile. Diffamazione e violazione delle leggi sulla privacy, sono per i famigliari di tutta evidenza. Sarà, peraltro, la magistratura a valutare la sussistenza di violazioni di legge, le eventuali responsabilità penali e a quantificare il danno recato alla memoria di Vincenzo Muccioli e alla vita di tutti i suoi eredi". 

 

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