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Concessioni balneari, assessore Frisoni: "un pasticcio la situazione"

"E' necessario -dice l'assessore riminese - un Piano nazionale della costa"

Attualità Rimini | 12:18 - 07 Aprile 2021 Immagine di repertorio Immagine di repertorio.

Situazione concessioni balneari sempre più aggrovigliata. L'assessore al Demanio del comune di Rimini Roberta Frisoni, interviene con una nota stampa definendo la questione "scandalosa, un pasticcio, un corto circuito inaccettabile".
La proroga al 31 dicembre 2033 disposta da una legge nazionale e consolidata da alcuni Tar, viene "picconata  dalle diffide dell'Autorità garante della Concorrenza e del Mercato" dice Frisoni "che sta producendo diffide in serie nei confronti dei Comuni (tutti) che, applicando la legge dello Stato, hanno provveduto ad atti ricognitori di proroga."
L'assessore fa notare che la situazione è tale che "sindaci e dirigenti comunali possono solo scegliere da chi farsi denunciare: dal concessionario, se disapplicano, o dagli aspiranti tali, se applicano."

"A rimetterci" dice Frisoni "oltre alla credibilità di uno Stato oggettivamente sfrangiato, l'economia stessa che fa leva sul settore turistico. È chiaro che questa paralisi produce esclusivamente immobilismo per qualsiasi investimento sulle spiagge, impedendo la rigenerazione e la modernizzazione di un comparto strategico per il Paese."

"È chiaro che all'Italia prima di tutto occorra un Piano nazionale della costa" continua l'assessore "visto che l'Italia ne conta 8mila chilometri, ed è altrettanto chiaro che il problema delle concessioni dovrebbe essere inserito in una strategia più ampia, articolata e con road map certe e precise sul breve, medio e lungo periodo. Ma in attesa di questo, se mai arriverà, è necessario oggi togliere dall'imbarazzo centinaia di Comuni, migliaia di imprese, il Paese intero che, in questo momento, su questa vicenda sta perdendo qualsiasi credibilità". 

L'assessore chiede alle autorità preposte di prendere in mano la situazione "Qui quello che urge è prendere in mano e risolvere la situazione, non alimentare ulteriormente contenziosi, ricorsi e contro-ricorsi. "
  

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