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Calcio D, il derby di Rimini nel mirino di Manuzzi. 'Voglio la salvezza e il titolo di capocannoniere'

Storia dell'attaccante della Sammaurese: 'Da mezzala a punta, un'intuizione di Farneti. Sogno il Cesena'

Sport San Mauro Pascoli | 09:01 - 05 Aprile 2021 L'attaccante della Sammaurese Francesco Manuzzi al tiro (Foto Mauro Penzo/FB Sammaurese) L'attaccante della Sammaurese Francesco Manuzzi al tiro (Foto Mauro Penzo/FB Sammaurese).

Si chiama Francesco Manuzzi, gioca nella Sammaurese e fa l’attaccante. E’ la grande sorpresa del girone D: ha segnato 16 reti e insidia il primato del capocannoniere Nicolò Bruschi del Fiorenzuola (18). Nell’ultimo turno ha rifilato una tripletta all’Aglianese e si annuncia come il grande pericolo per la difesa del Rimini nel recupero di mercoledì al Romeo Neri.

Nato centrocampista – è della classe 1994 - è stato inventato attaccante da mister Oscar Farneti alla Savignanese nel primo campionato di serie D (15 gol) dopo che in Eccellenza, schierato da mezzala, aveva comunque dimostrato una certa confidenza con la porta avversaria (13 reti).

“Il mister vedeva che avevo una certa propensione al gol, che i miei inserimenti da metà campo erano efficaci, e allora spostò più avanti il mio raggio d’azione per sfruttare il mio tiro, la velocità, il senso del gol. E’ stata una intuizione giusta” racconta il bomber su cui si sono accesi i riflettori degli addetti ai lavori.

Dopo il settore giovanile nel Cesena (è il nipote di Roberto Biondi, il noto talent scout bianconero) e poi del Ravenna, Francesco Manuzzi – suo fratello Riccardo milita nella Marignanese Cattolca - e proprio nel club giallorosso post fallimento, dopo una esperienza alla Ribelle, ha vinto due campionati: dalla Promozione in Eccellenza (2012-2013) e dall’Eccellenza alla serie D (2014-2015). Poi ancora Eccellenza al Meldola (12 gol), Alfonsine in serie D (5), infine il triennio alla Savignanese chiuso sfortunatamente con il ritorno in Eccellenza in un campionato interrotto per Covid (6 gol) quando in panchina era appena arrivato Mastronicola (due partite). Ora la Sammaurese, mercoledì avversario del Rimini nel derby del Romeo Neri.

Francesco Manuzzi, sorpreso del suo rendimento?

“Devo essere sincero, non mi aspettavo di fare così bene. Devo ringraziare prima di tutto i miei compagni che mi stanno mettendo nelle condizioni migliori per rendere al meglio: siamo una squadra mediamente giovane, con ragazzi di talento al fianco di giocatori più esperti, tutti con una gran voglia di sacrificarsi. Ci alleniamo tutti i giorni, c’è affiatamento, si respira un clima ottimo che è poi la nostra benzina. Io mi sto impegnando al massimo. I compagni sono bravi a creare occasioni, io a cercarle e quando le cose vanno per il verso giusto acquisti consapevolezza nei tuoi mezzi. E quello che sta accadendo a me e alla squadra tutta”.

Con mister Stefano Protti è vero che a fine allenamento fa, per così dire, un ripasso tecnico?

“Il mister è stato da giocatore un forte attaccante e mi insegna tutti i trucchi del mestiere, come concludere al meglio in area, i moviemtni, i tempi. Mi dà i suggerimenti giusti per crescere. Tra l’altro ho avuto la fortuna di giocare alla Savignanese accanto a Longobardi, un altro che di gol se ne intende. Alla Sammaurese pensavo fosse un po’ più difficile il mio compito visto che il nostro modulo prevede in avanti il tridente e io sono la punta centrale, invece mi sono calato in fretta nella nuova realtà. Il ruolo mi piace”.

Le è stato di aiuto aver giocato da centrocampista?

“E' stato un vantaggio. Si capiscono meglio certe situazioni di gioco, ad esempio mi è naturale ripiegare in fase difensiva. Mi sacrifico nei recuperi, se perdo palla cerco di riconquistarla in tutte le maniere e nello stesso tempo mi danno l’anima per rubarla all’avversario. Sono uno che non molla mai. Avendo giocato lì nel mezzo del campo ho affinato al meglio le due fasi. Anche di testa dico la mia (è alto, 1,83, ndr)”.

I suoi pregi? Totò De Falco dice che lei è un attaccante completo, ha fatto un bel salto di qualità, ha carattere e determinazione e sensibili margini di miglioramento. Se fosse un ds di un club C la prenderebbe…

“Ringrazio De Falco, le parole di un ex goleador ad alti livelli come lui fanno piacere. Da ex mezzala conosco i tempi di inserimento, me la cavo bene al tiro, mi piace molto attaccare la profondità e il dialogo coi compagni. E’ vero, mi ritengo un giocatore di carattere. Sono d’accordo con De Falco: posso ancora crescere”.

I suoi difetti, invece?

“Devo migliorare in generale, soprattutto nel dribbling e nella gestione della palla spalle alla porta per far salire la squadra e nel dribbling. Longobardi è un maestro in questo, io ci sto lavorando”.

Cosa è per lei il calcio?

“Sono geometra, disegnatore tecnico in una azienda di arredi e design di Longiano, la Bielle Group. Mi piace molto il mio lavoro. Il calcio affianca la mia professione. Finora sono riuscito a conciliare entrambe le cose con successo anche perché ho sempre giocato in club della zona”.

Ha rammarico per il passato?

“Assolutamente no. Ho imparato un mestiere gratificante, che mi dà soddisfazione e che mi ha permesso alla stesso modo di coltivare al meglio la mia grande passione – il calcio - che mi sta regalando egualmente soddisfazioni”.

Davanti ad una chiamata da un club importante o addirittura dalla serie C che farà?

“Non ci penso per ora. Sono concentrato sulla salvezza della mia squadra: dobbiamo arrivare a 42-45 punti il prima possibile. Comunque, se dovesse arrivare una proposta la valuterò attentamente. Per ora sto coi piedi per terra”.

Un pensierino alla classifica dei bomber lo fa?

“Sarei un bugiardo se dicessi il contrario. Sarebbe una bella soddisfazione. E’ difficile, ma ci provo con tutte le mie forze: vincere il titolo di re dei bomber con un club in lotta per la salvezza sarebbe ancora più gratificante”.

Il suo sogno nel cassetto, salvezza e titolo di bomber a parte?

“Sono un grande tifoso del Cesena, per me vale il Milan. Mi piace pensare di poter vestire la maglia bianconera un domani”.

Mercoledì è derby al Romeno Neri di Rimini…

“Fa uno strano effetto che ad aprile siamo ancora al match di andata. E’ una partita particolare, emozionante come tutti i derby: stadio blasonato, avversario tosto e in grande condizione. Ci sarà da soffrire, ma siamo pronti”.

Anche la Sammaurese è in forma…

“In cinque partite abbiamo collezionato tre vittorie e due pareggi e abbiamo affrontato Forlì, Lentigione e Aglianese che abbiamo fatto soffrire col nostro dinamismo: la nostra forza è la voglia di sacrificarci uno per l’altro. Peccato per quel disgraziato avvio di stagione con tre sconfitte nelle prime tre giornate, un solo gol fatto e una decina subiti. Ci siamo ripresi lavorando sodo e ora raccogliamo i frutti”.

La bella storia di Francesco Manuzzi regala una morale: i giocatori bravi si possono trovare anche senza fare tanta strada, “dragando” il territorio: servono organizzazione, attività di scout, competenze. Pare difficile, in fondo è più semplice di quel che si pensi. 

Stefano Ferri

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