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Covid, Bonaccini a studenti: "Voi al centro della ripartenza"

La curva epidemica migliora ma pressione su ospedali ancora alta 

Attualità Emilia Romagna | 12:17 - 04 Aprile 2021 Studenti, foto di repertorio Studenti, foto di repertorio.

"Preparare una ripartenza che metta al centro proprio il presente e il futuro delle generazioni più giovani". Così Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna, in un intervento sull'edizione bolognese di Repubblica, risponde a una lettera di studenti del liceo ospitata ieri dal quotidiano, sottolineando i sacrifici per le scuole chiuse e il lavoro per programmare la ripartenza. Ridurre lo spazio della scuola, "quand'anche per estrema necessità come in questo caso, significa imporre un sacrificio enorme e ne ho piena consapevolezza", sottolinea. Il presidente dà un quadro della situazione epidemica regionale: "l'indice di trasmissibilità del contagio, l'Rt settimanale, in Emilia-Romagna è sceso da 1,35 di poche settimane fa (quando istituimmo la zona rossa a Bologna e in altre province) a 0,83, finalmente sotto la soglia critica dall'1; l'incidenza dei nuovi casi ogni 100mila abitanti è calato attorno ai 300 da oltre 450, ma resta sopra 250, la soglia di rischio al di sopra della quale una regione viene messa dal ministro della Salute in zona rossa. Così come la percentuale di occupazione dei posti ospedalieri è ancora molto severa: 54% dei reparti Covid, 51% delle terapie intensive (quando le soglie limite sono rispettivamente 40% e 30%, e anch'esse incidono sull'approdo in zona rossa). Dunque, il picco della terza ondata lo abbiamo alle spalle - scrive Bonaccini - ma la curva del contagio deve scendere ancora e la pressione sulle strutture sanitarie è ancora alta". "Come altre regioni, l'Emilia-Romagna rimarrà per questo in zona rossa ancora la prossima settimana; poi si vedrà in base all'andamento pandemico". La riapertura dal 7 aprile di nidi, materne, elementari e fino alla prima media è il "passo in avanti che è possibile fare oggi". La Regione, sottolinea, è pronta a "farne altri, non appena possibile. Confido in massimo un paio di settimane".
 

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