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Siamo rotti dentro, ecco il nuovo brano del cantautore riminese Il Cartello

Il singolo segue i brani "Amore Premium" e "Ricordare"

Attualità Rimini | 16:08 - 03 Aprile 2021 Diego Di Gioia, alias Il Cartello Diego Di Gioia, alias Il Cartello.


È uscito giovedì 1° aprile, su YouTube il video di "Siamo rotti dentro", nuovo brano firmato da Il Cartello, pseudonimo del cantautore pugliese ma riminese d'adozione Diego Di Gioia, e diretto dal regista e fotografo cervese Samuele  Apperti.

Il singolo segue i brani "Amore Premium" e "Ricordare" con cui Il Cartello ha iniziato il suo nuovo progetto pop con influenze indie, dopo le prime esperienze alternative rock.

La canzone è stata registrata al Bunker Studio di Ravenna di Carlo Di Gioia e a questa ne seguiranno altre con l'obiettivo di realizzare un album entro l'anno.

«"Siamo rotti dentro" parla di un amore finito, rotto appunto, ma rattoppato con la routine e l'affetto che fanno da collante per tenere ancora unite due persone. «Nel video abbiamo scelto di mettere al centro una coppia di ragazze – racconta Il Cartello –. Credo sia importante in un momento come questo, ancora contrassegnato da episodi molto spiacevoli di cronaca (come i due ragazzi gay picchiati nella metropolitana di Roma solo per essersi scambiati un bacio), sottolineare che l'amore sia unico, puro e autentico in ogni sua declinazione. Due donne che si amano, litigano, si divertono, si cercano, si allontanano, si ritrovano, come in ogni relazione. Lontane da ogni stereotipo e libere di essere loro stesse fino in fondo, perché l'anima ha bisogno di amare senza distinzioni».

«Quando un artista mi chiede di realizzare il video di una sua canzone, chiudo gli occhi per ascoltarla, coglierne le vibrazioni e trasformarle in colori – spiega il regista  –. Da lì comincio a vedere l'atmosfera che caratterizzerà le scene e in questa occasione mi sono lasciato trasportare dal vintage, dal gusto di una pellicola datata su cui il tempo ha lasciato i suoi segni, proprio come l'amore tra le due protagoniste nelle loro vite e sui loro corpi. L'utilizzo di un obiettivo degli anni Sessanta dona alle scene un effetto morbido, cinematografico e i movimenti della camera suggeriscono un aspetto documentaristico. Il video spazia da luoghi chiusi con particolari giochi di luce fino a perdersi in un parco che regala una visione di Rimini dall'alto e che permette alle due ragazze di ritrovarsi nella loro autenticità».

 

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