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Paesani (Mio) invita il Prefetto di Rimini al dialogo: "Noi dentro la legalità. Parliamone"

In attesa del Dpcm per il mese di aprile che potrebbe sancire un altro mese di chiusura per bar e ristoranti

Attualità Rimini | 16:40 - 31 Marzo 2021 Lucio Paesani Lucio Paesani.


Il prossimo dpcm in corso di approvazione, secondo i rumors di stampa nazionali, manterrà l'Italia in zona arancione o rossa per il mese d'aprile, con relativa chiusura di bar e ristoranti, e la progressiva riapertura delle scuole. Il Mio (Movimento Imprese Ospitalità) regionale, per voce del presidente Lucio Paesani, aveva lanciato l'iniziativa "Io lavoro", con queste parole, sulla propria pagina Facebook: "I ristoratori il 6 riapriranno. Distanziati, igenizzati, rispettosi di un protocollo cui si sono adeguati [..] Ma dal 6 aprile #noilavoriamo..perché il Dpcm finisce il 5". 

In attesa del dpcm da parte del governo Draghi, che quindi disporrebbe ancora la chiusura di bar e ristoranti, il Mio ribadisce: "Noi dentro la legalità", chiedendo di avviare un dialogo con il Prefetto di Rimini Forlenza, ricordando che "noi siamo quelli che hanno bloccato la precedente iniziativa Io Apro".

Spiega una nota del Mio: "Lo facemmo per opportunità politica, in quanto nel bel mezzo di una crisi di Governo e per rispetto della legge che, seppur ampiamente dimostrato illeggittima, abbiamo sempre e comunque rispettato. Il nostro invito Io Lavoro viene rivolto, invece, ad operatori ed opinione pubblica nel primo giorno successivo alla fine del Dpcm, ergo a tutt'oggi all'interno della piu' totale legalità". Allo Stato, di cui il Prefetto è appunto un esponente, viene chiesto di comprendere dunque le ragioni degli imprenditori, che chiedono di lavorare in sicurezza per salvare le proprie attività da un fallimento certo. 

Di seguito la nota del Mio

Rispondiamo alle dichiarazioni attribuite al Prefetto, e scriviamo attribuite in quanto non abbiamo letto virgolettati, facendogli notare che noi siamo quelli che hanno bloccato la precedente iniziativa IO APRO. Lo facemmo per opportunità politica, in quanto nel bel mezzo di una crisi di Governo e per rispetto della legge che, seppur ampiamente dimostrato illeggittima, abbiamo sempre e comunque rispettato. Il nostro invito IO LAVORO viene rivolto, invece, ad operatori ed opinione pubblica nel primo giorno successivo alla fine del DPCM, ergo a tutt'oggi all'interno della piu' totale legalità.

Sua Eccellenza, chi le parla è un umile lavoratore che si sforza nel suo piccolo di squarciare un silenzio indecente ed assordante. Settimana scorsa Lei assieme ai rappresentanti delle Istituzioni territoriali ha firmato un protocollo per la legalità che stride in maniera anacronistica con una drammatica realtà del mondo delle imprese ogni giorno, da quattordici mesi,  ignorata dal Governo. Possiamo scrivere tutti i buoni principi ed anche il libro dei sogni ma a poco serve se nei fatti queste buone volontà vengono disattese lasciando gli imprenditori in un vicolo cieco da cui potranno uscire solo con il ricorso all'usura, al capitale di riciclo o al suicidio.

Abbiamo grande fiducia in Lei, Prefetto, ed ogni volta che le Forze dell'Ordine si presentano nei Nostri locali le accogliamo sereni e fiduciosi in  quanto dimostrazione che lo Stato c'è, quando però lo Stato non affianca alla legittima e necessaria opera di controllo le risposte circa la sicurezza dei cittadini decade quella costruzione che ha genesi nel pensiero di Thomas Hobbes e che vede " nella cessione di parte delle libertà individuali il contraltare rappresentato dalla sicurezza che lo Stato garantisce ai Suoi cittadini ".

Comprendiamo che la moderna comunicazione social sia nemica dell'argomentazione del pensiero articolato e del ragionamento ma rispondere al popolo che chiede pane " dategli i croissants "  significa non fare quello che ogni cittadino rispettoso della legalità si aspetta dallo Stato.


 

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