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Orafi e gioiellieri riminesi sfiduciati"discriminati dalla finta zona rossa"

Lo sfogo del presidente di Federpreziosi-Confcommercio della provincia di Rimini

Attualità Rimini | 12:10 - 26 Marzo 2021 Immagine di repertorio Immagine di repertorio.

Orafi e gioiellieri discriminati dalla “finta zona rossa”. Non usa mezzi termini Onelio Banchetti, presidente di Federpreziosi-Confcommercio della provincia di Rimini. La categoria non fa parte delle attività che possono aprire. “Se il sistema adottato nel primo lockdown potevamo ritenerlo giusto” dice il presidente “poiché divideva i sacrifici per tutti i cittadini, persone e imprese, oggi sembra di vivere una farsa e ci sentiamo profondamente discriminati. La realtà dei fatti, questa via di mezzo inutile e discriminante, ci fa sentire un’attività di serie B. Noi e i nostri dipendenti chiusi in casa mentre buona parte dell’Italia va avanti. Non ce la facciamo più, perché oltre a non avere sostegni adeguati, siamo al tappeto moralmente per una situazione che sta distruggendo le piccole imprese, vero asse portante del Paese.”
I gioiellieri hanno investito somme per dotare i negozi di tutti gli accorgimenti previsti dai protocolli. “Non era forse il caso di verificare lo stato dell’arte del commercio al dettaglio per accorgersi magari che le nostre attività sono più che in grado di evitare assembramenti e di garantire la sanificazione degli ambienti e degli oggetti?” dice ancora Banchetti.
Sarebbe stato possibile metter in atto “Piccoli accorgimenti che ci avrebbero consentito non solo di “tirare avanti”, ma di evitare ulteriori ricorsi a ristori e sostegni statali che altro non fanno che continuare ad alimentare disorientamento e ovvia delusione per l’inconsistenza delle cifre rispetto ai bisogni reali.

Siamo imprenditori” conclude il presidente “dunque realisti ma anche ottimisti per natura, eppure in questo momento crediamo di aver imboccato la strada per la rovina e per la fame di migliaia di famiglie. Solo riaprendo subito le nostre attività possiamo fare in modo che questo non accada”.

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