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Albergatore assolto: non ci fu truffa per ottenere la copertura economica all’operaio infortunato

I guai per l'imprenditore sono scaturiti a causa di un'imprecisione sull'orario dell'infortunio

Cronaca Rimini | 18:23 - 24 Marzo 2021 Martelletto del giudice sul tavolo Martelletto del giudice sul tavolo.

Un riminese, legale rappresentante di una società che gestisce alberghi e ristoranti a Rimini, è stato assolto, perché il fatto non sussiste, dalle accuse di falso e truffa aggravata nei confronti dell'Inail. L'uomo era a processo dopo un incidente, senza conseguenze, avvenuto all'uomo ingaggiato per svolgere dei lavori di potatura della siepe esterna a un albergo. Il tuttofare, salito su una scaletta per visionare la siepe oggetto del suo intervento, prima quindi di iniziare il suo lavoro, era caduto accidentalmente. Sul posto intervenne il personale del 118: fortunatamente l'uomo non riportò alcuna lesione. I guai, per il legale rappresentante, sono scaturiti a seguito della denuncia di infortunio sul lavoro presentata all'Inail, a causa della mancata corrispondenza tra l'orario riportato in essa e quello in cui era avvenuto l'intervento del 118. Colpa, secondo la tesi difensiva, dell'orologio della reception, che era avanti rispetto all'orario legale. Proprio dalla reception era partita la telefonata di richiesta di soccorso al 118. La procura voleva anche far luce sull'ingaggio del tuttofare, avvenuto tramite voucher. I difensori dell'imputato, gli avvocati Alessandro Catrani e Francesca Lotti, hanno dimostrato che l'attivazione telematica del voucher era avvenuta prima dell'incidente capitato all'uomo.
 

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